Pagina:Alle porte d'Italia.djvu/301

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la marchesa di spigno 287

colse. Le due monache fecero un saluto del capo, e sparirono, come due larve. E noi uscimmo in silenzio. In quel breve tempo la marchesa di Spigno s’era interamente trasformata nella mia mente. Fino allora, la prima immagine che mi aveva sempre destato il suo nome, era quella di una signora vezzosa e superba, che passava per la sala d’una reggia, in mezzo a due ali di dame, sfolgorando di gioia. Dopo d’allora non vedo più che una vecchia novantenne, che attraversa, brancolando, i corridoi tristi d’un chiostro, fulminata dal dolore. E perchè la stessa trasformazione, che è l’effetto d’un cambiamento di giudizio storico, s’operi in qualchedun altro, ho scritto queste pagine.

Le dedico alla nobile, gloriosa, benedetta memoria del tenente-colonnello delle guardie, conte Paolo Federico di San Sebastiano.