Pagina:Amori (Savioli).djvu/21

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Npag.png12

Tal da’ superbi talami
     Dell’ampia reggia Achea
     Sciolta dal caro Pelope
     Ippodamía sorgea.
     
Tal dallo speco Emonio,
     Ove a Peleo soggiacque,
     Madre tornò del Tessalo
     L’azzurra Dea dell’acque.
     
Ma già tuo dolce imperio
     La fida ancella invita;
     Ella s’appressa, e all’opera
     Stende la destra ardita.
     
Già dal notturno carcere
     I crini aurei sprigiona,
     Ed all’eburneo pettine
     Gl’indocili abbandona.