Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/105

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capitolo vii. 71

Belur. Eglino allora videro di là due fortezze fatte guardia di questo passo, e tutta la provincia. Come poi furono veduti da quelli della guardia, comparve al passo molta gente a piedi ed a cavallo, e con bontà e cortesia mandarono due navi picciole per loro, che avevano a passare. Il capitano, passati ch’essi furono, venne domandando loro chi erano e d’onde venivano. L’Armeno gli rispose: «Messer lo capitano, noi diremo il tutto,» e dissegli arditamente quanto era intervenuto, e come questo cavaliere aveva ucciso il Macabeo e la sua maledetta femmina con quattro figliuoli. Il capitano che ciò intese, disse che non poteva essere, e appresso soggiunse: «Io voglio mandar a vedere s’egli è vero, e voi accompagnerò fino al re della provincia,» e subito fece egli armare ventisei cavalieri, provvedendo vettovaglia e cavalli per ciascuno, con archi ed armi per lor difesa. Il Meschino ed i suoi compagni furono intanto ricevuti fino al ritornare di que’ cavalieri.

In capo ad otto dì i cavalieri tornarono con grande allegrezza, dicendo come avevano trovata la giusta verità. Per questo fu fatto grande onore al Meschino, ed i cavalieri col capitano fecero loro in persona compagnia fino alla maggior città di quel reame, dove furono presentati al re, il quale si dimostrò molto allegro di quella novella. A tutti loro insieme poi fece grande onore, ed a messer Brandisio donò un grosso cavallo per amor del Meschino. Quel re faceva molte maraviglie che un sì picciol uomo avesse ucciso un sì grande gigante, e più si maravigliava, come il Meschino avesse avuto tanto ardire e virtù d’aspettarlo ed affrontarlo. Pregò il Meschino che domandasselo pure di qualunque grazia egli volesse; per cui egli domandò una nave che lo portasse in Armenia grande. La nave subito fu apparecchiata, e con questa partitisi di questo paese, per il mar Caspio ritornarono navigando in Armenia, e giunsero alla cava d’un fiume che si chiama Eufrate, il quale dicono le istorie essere uno dei quattro del paradiso terrestre. Ed è per l’imboccatura appunto di questo fiume Eufrate, che il Meschino entrò nel reame di Siria, e vide la città di Babilonia, insieme a Brandisio, poichè l’Armeno erasi già da loro diviso, il quale restossi in Armenia.



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