Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/109

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capitolo viii. 75

fece presso a loro, e domandogli se volevano alloggiare da lui. Accettato l’invito, poichè erano del lungo viaggiare molto affannati, ecco venire ad essi una figliuola dell’oste molto bella, la quale aveva indosso un vestimento di tela molto gentile, e prendere il cavallo del Guerino e quello di Brandisio e menarli alla stalla. Il Guerino, per vedere in che luogo metteva i cavalli, le andò dietro senz’elmo in testa. Ella prese a guardarlo con assai compiacenza e sorridergli, parendole che quelli fosser più belli uomini che que’ di Media. Giunti nella stalla e legato il cavallo, cominciò essa a volere scherzare con lui, ed a porgli con malizia le mani addosso; ma il Guerino si adirò e spinsela da sè, per cui indispettita diedegli del Matto malvagio. Messer Brandisio, che era non molto lontano, ed il tutto vedeva, si mise a rider forte, onde il Guerino accennò a quella che andasse da lui, ed ella così fece. Messer Brandisio se ne rise, e disse al Meschino: «Signore, tu mandi la rogna via da te per darla a me, ma io sento piuttosto il bisogno di mangiare che badare a tal dono». A questo modo la puttana andò beffata.

E’ si recarono quindi a cena in una stanza la quale era luogo sì povero che non vi era da sedere, per la qual cosa il Guerino andò per un tappeto, lo distese a terra, e là seduti cenarono. Alla cena era stato portato un piatto pieno di carne e brodo, ed in questo mangiarono tutti insieme il Guerino e messer Brandisio, l’ostiere, la moglie e la figliuola, perciocchè il Guerino faceva gran riso dicendo: «Beata quella scodella che cinque man rastella;» poi a messer Brandisio: — Benissimo, anche queste son genti sporche». Quando ebbero pranzato credettero almeno aver buon letto, e poichè l’oste ne dimandarono, egli loro insegnò quel tappeto, dicendo non avere altro letto, per esserne sforniti per la guerra cominciata in Media. Su questo tappeto convenne adunque che essi dormissero. Essendo circa il primo sonno, la fanciulla dell’oste, che aveva tutto il dì avanti ammirato il Meschino quanto era bello, e molto guardate le armi che egli vestiva, perchè ella non aveva mai veduti cavalieri sì ben armati, presa com’era d’amore, venne da lui, gettossegli addosso in letto, abbracciollo, se lo strinse sul petto fortemente; ma cacciolla egli da sè. Volendo essa a tutto costo disfamare sue voglie, accostossi a messer Brandisio, il quale fece lo stesso, e la meschina