Pagina:Angeli - Roma, parte I - Serie Italia Artistica, Bergamo, 1908.djvu/22

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12 ITALIA ARTISTICA

palatino — avanzi delle mura di romolo.(Fot. Alinari). fronte al Quirinale andava crescendo e sviluppandosi la città degli abitatori del monte, che per essere forse più vicina al fiume e quasi posta a sentinella della pianura, cominciava ad esercitare una specie di egemonia sui borghi circostanti. Fu, infatti, sul Palatino — che allora chiamavano il Monte per distinguerlo dal Quirinale detto semplicemente il Colle — che nacque la città dovuta forse all’unione o federazione di tre stirpi, quella dei Ramni, dei Tizii e dei Luceri. Secondo il Mommsen, e l’ipotesi è delle più accettabili, questa federazione spiegherebbe l’origine della divisione trina di Roma. Certo che a poco per volta la città degli abitanti del Monte cominciò ad avere una specie di supremazia sulle città o borgate vicine, supremazia che in seguito a guerre fortunate e alla sua speciale disposizione topografica divenne una vera e propria egemonia.

Così, dunque, secondo la storia e la critica moderna ebbe origine Roma. Più tardi i favolisti e i poeti vollero nobilitare la nascita della città che signoreggiava il mondo e crearono le due leggende distinte, l’una delle quali faceva risalire a Enea e a Venere la fondazione di Roma e l’altra a Romolo e ai principi della stirpe di Alba Longa. Per molti anni la favola greca e la nazionale sussistettero contemporaneamente, finchè le due tradizioni non si contaminarono e crearono, in modo abbastanza ingenuo, il racconto ufficiale di Enea fondatore d’Alba Longa, da uno dei cui re dovevano nascere i due gemelli fondatori di Roma.