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42 ITALIA ARTISTICA


testimoniavano certo in favore della sua grandezza. Se egli avesse potuto condurre a fine il disegnò grandioso a cui aveva indirizzato tutti gli sforzi della sua vita, avrebbe lasciato senza dubbio ai suoi successori un gruppo di monumenti e di edifici che sarebbero stati documento prezioso della sua attività. I decreti de augenda urbe sono, d’altronde, una testimonianza preziosa per l’interesse che egli portava nella trasformazione edilizia della città. L’epoca nella quale egli visse era favorevolissima a questa sorta d’impresa. Abbiamo veduto infatti come da oltre un palatino — avanzi della casa di livia.
(Fot. Alinari).
secolo si fosse venuto modificando il primitivo spirito italico e come gli elementi ellenici avessero influito sull’evoluzione dell’arte romana. Gli scultori greci erano stati chiamati a ornare di statue i nuovi edifici e si può dire che le sculture di quel periodo non sono se non riproduzioni di opere ellenistiche. In una forma di arte però — nel ritratto — i nuovi artisti dovettero subire l’influenza italiana. I busti che ci rimangono di quell’epoca, sono già mirabili esempi di ricerca psicologica e di espressione. Il busto di Giulio Cesare (Museo di Napoli), quello di Augusto giovinetto (Vaticano), quello così profondamente umano di Bruto (Campidoglio) e sopratutto il mirabile ritratto di Cicerone (Londra, collezione Apseley) sono il più puro prodotto