Pagina:Angeli - Roma, parte I - Serie Italia Artistica, Bergamo, 1908.djvu/57

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ROMA 47


un criptoportico che conduco nel vestibolo il cui pavimento è adorno di mosaico e si apre sopra un cortiletto quadrato che doveva essere adorno di una fontana. Intorno al cortile sono tre stanze decorate da pitture murali che per la loro finezza e per l’epoca in cui furono eseguito rimangono fra le più belle di quante se ne conservano a Roma. Rappresentano figurazioni mitologiche, scene della vita dei campi, decorazioni architettoniche e floreali. In una si vede Polifemo che fuggente sul dorso di un Tritone; in un’altra si rappresenta il mito di Io arco e mura dei pantani. (Fot. I. I. d’Arti Grafiche). perseguitata da Giunone per l’amore che le portava Giove; in una terza è Mercurio inviato dal Padre degli Dei per addormentare Argo. Le decorazioni architettoniche di una grande purezza di linee, riquadrano queste pitture e i semplici specchi dipinti di un bel rosso vivo o adorni di ghirlandette e di foglie. Altrove sono fasce monocrome dove si svolgono scene campestri, sacrifici agli dei, lavorazione dei campi, tutta la vita operosa della campagna. Altrove ancora — come nell’elegantissimo Triclinium — trofei di frutta, vasi di cristallo, gruppi di cacciagione corrono intorno alla faccia superiore, mentre le pareti spariscono sotto una sontuosa tinta vermiglia, che i secoli non hanno offuscato. Tutte queste pitture furono eseguite senza dubbio da artisti