Pagina:Angeli - Roma, parte I - Serie Italia Artistica, Bergamo, 1908.djvu/64

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
54 ITALIA ARTISTICA


abbia distrutto il grande parco romano, pure la sua influenza benefica durò a lungo nei secoli. A poco a poco il colle malsano fu trasformato; le principali famiglie di Roma seguirono l’esempio dell’amico di Augusto e le terre desolate e insalubri, convegno di streghe e di fattucchiere, furono trasformate in un parco frondente di alberi, squillante di fontane e olezzante di fiori. Nunc licet Esquiliis habitare salubribus: sulle rovine del tempio di Mefite era sorta per incanto tutta una città verde e fiorita! ara pacis — frammento del fregio floreale.

Ma di tutti gli edifici del periodo di Augusto, il più popolare e il più noto è senza dubbio il tempio che Marco Agrippa eresse a tutti gli Dei, durante il suo terzo consolato, l’anno 27 avanti l’Era volgare. Disgraziatamente però l’edificio primitivo fu arso e gli studi intrapresi dal Chedanne prima e dal Ministero della Pubblica Istruzione più tardi ci hanno dimostrato che il Pantheon, quale noi lo vediamo, appartiene dalle sue fondamenta al lucernario circolare che ne corona la cupola al periodo — così fecondo di belle opere d’arte — dell’imperatore Adriano. Vedremo dunque più tardi, quando dovremo occuparci degli edifici di quell’imperatore che