Pagina:Angeli - Roma, parte I - Serie Italia Artistica, Bergamo, 1908.djvu/90

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80 ITALIA ARTISTICA


romana ha preso il sopravvento una volta di più e il nuovo palazzo colpisce prima ancora di piacere. I piccoli pavimenti in mosaico, le pareti adorne di pitture, le stanze raccolte e non troppo grandi della casa di Livia, hanno ceduto il posto ai lastricati di giallo antico e di porfido, alle colonne di marmo caristio, alle incrostazioni di africano e di diaspro. La fontanella dell’atrio si trasforma in un sontuoso ninfeo adorno di statue e di fiori. Il modesto triclinium in una sala ricca di tutte le raffinatezze dell’arte. L’umile corridoio coperto, in un colossale criptoportico decorato di stucchi, illuminato qua e là da lucernari monumentali adorni di transenne meta sudante. (Fot. Alinari). marmoree. Tutto deve esser grande, luminoso, magnifico: l’eleganza e la grazia non sono ormai che accessorii della forza e della monumentalità.

Costruito sull’area che intercedeva fra le case di Tiberio e di Augusto, il nuovo palazzo dei Flavii sorgeva sopra una larga piattaforma artificiale, che aveva riempito la depressione del suolo esistente fra i due corni del colle. Si componeva di un gran numero di sale, disposte intorno a un vasto peristilio circondato da colonne di marmo rosa, incrostato di alabastri orientali e adorno alla estremità da un elegantissimo ninfeo il cui bacino ovale d’alabastro e le due colonne di giallo trecciato sono ancora visibili. Notevoli fra le varie sale sono l’aula regia, dove l’imperatore riceveva ufficialmente, adorna da sedici colonne di marmo numidico e da nicchioni contenenti statue preziose; e la Basilica o tribunale, circondata da un porticato