Pagina:Anime oneste.djvu/10

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viii prefazione

anzi devo confessare, ne ho letto e leggo assai pochi, nè mi lascio prendere alle grandi lodi che talora sento dare di questo o di quello. Mi paiono, dopo i giornali, la cosa più passeggiera e labile del mondo. Non credo com’è naturale, al fatto immaginario che narrano, e molto meno a motivi immaginarii del fatto. Mi paiono enormi le pretensioni dei Romanzieri che si danno aria di essere i soli psicologi che restino al mondo, e di mostrarlo scomponendo e ricomponendo la macchinetta umana a lor posta. Son per lo più false scomposizioni e ricomposizioni e fantastiche; ma penetrano negli animi come vere, li fiaccano e li sfibrano. Ogni tratto ne vien fuori uno, che crea o pretende creare nuova scuola; e l’ultima è sempre la più potente e la meglio in voga, finchè un’altra nasce, e ciascuna ha il grido insin che dura; ma in realtà tutte non hanno altro oggetto, che di stuzzicare il gusto assopito del pubblico imbandendogli nuova pietanza. Romanticismo, realismo, psicologismo, naturalismo, idealismo, simbolismo — e che so io — sono i vessilli che innalzano, sperando che lunga tratta di gente,