Pagina:Anime oneste.djvu/197

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il sacrifizio 183

la voce di Gonario Rosa, il quale parlava con Sebastiano.

Anna trasali, avanzò di qualche passo, ma poi, appoggiandosi al muro, camminò silenziosamente all’indietro finchè si trovò ancora vicina alla finestra. La finestra era chiusa, ma sull’alto, una leggiera spaccatura lasciava passare una striscia sottile di luce, e la voce dei due rivali udivasi distinta.

Senza dubbio Sebastiano non credeva di essere spiato. In quell’ora Cesario era fuori di casa, la mamma, il babbo e i piccoli stavano a letto, e le altre donne, riunite accanto al fuoco, leggevano o lavoravano.

Era proprio il caso che aveva fatto uscir Anna per vedere se il lucchetto della saracinesca del portone era ben chiuso. Sebastiano parlava a voce bassa e concitata. Le prime parole che Anna distinse bene furono queste:

— Tu sei un vigliacco; no, gli uomini onesti non agiscono come tu hai agito!

Anna impallidì e tremò, perchè credeva che, dopo l’insulto, Gonario prendesse a schiaffi Sebastiano.