Pagina:Anime oneste.djvu/20

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6 l’arrivo

tanto spazio, tanto azzurro, tanto sole, e guardava quasi spaurita lo zio, con cui chiaccherava volentieri, domandandogli ogni tratto:

— È ancora lontano? Dio mio come è lontano! — E sospirava con uno di quei rumorosi sospiri dei bambini che dicono tante cose.

Paolo le rispondeva affettuosamente.

Era un uomo buono e generoso, amantissimo della famiglia. In pochi giorni aveva posto un grande affetto alla bambina e credendola addolorata, come realmente essa non era, le usava ogni riguardo. Gli pareva di scorgere sul suo volto, piuttosto bruttino, una rassomiglianza marcata colle sue figlie, specialmente con Caterina, la sua prediletta.

In viaggio cominciò a dirle qualche cosa di Orolà e della sua famiglia. Annicca non chiedeva neppure a sè stessa se sarebbe stata bene accolta, se non avrebbe recato impaccio in quella casa già abbastanza popolata e affaccendata. Tutto era chiaro e preciso per lei; dovevano accorglierla festevolmente e benevolmente.