Pagina:Anime oneste.djvu/222

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208 capo d’anno

anche un’ombra di tristezza. Pensò a Lucia, per cui non si affacciava ancora un partito. Maria Fara amava Caterina più degli altri figli, tuttavia sarebbe stata più contenta se Gonario avesse domandato Lucia.

Lucia aveva ora ventiquattro anni suonati, restava sempre inalterabilmente bella, ma cominciava a disperarsi. Provava dei segreti malumori nel vedere i giorni più belli della sua gioventù scorrere senza amore, e si chiedeva:

— Non sono stata troppo ambiziosa?

Caterina qualche volta la pungeva e l’amareggiava dicendole, con la sua spensieratezza che la rendeva tanto spesso indelicata nelle sue espressioni:

— Ma quando ti mariti tu? Ora sono stufa di vederti in casa. Finirò col diventar signora, io, e tu sarai sempre signorina. Sei vecchia ora. Cioè, no, non sei vecchia. Sei una donna, ecco, non sei più una fanciulla....

— Ti dò fastidio? Meglio signorina che sta bene che non signora.... spiantata, comprendi? Dà attenzione per te! — rispondeva Lucia