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246 la lontananza

ravano nelle due segrestie, indipendenti dalla chiesa, ed in altre capanne costrutte per l’occasione.

Sebastiano arrivò di notte a S. Giacomo.

Fu ricevuto dal signor Francesco, l’intendente di Paolo Velèna.

Il signor Francesco — lo chiamavano tutti così e pochi sapevano il suo cognome, — uomo energico e fidatissimo serviva Paolo da più di vent’anni. Era venuto anch’egli semplice carbonaio, ma lentamente si era elevato sino al grado supremo d’intendente delle lavorazioni di Paolo Velèna, che lo stimava, lo teneva quasi come un amico, e si fidava completamente in lui. Ora si diceva che il signor Francesco avesse molti denari e che fra poco sarebbe diventato anch’egli impresario e speculatore. Con Sebastiano si conoscevano da molti anni. Il signor Francesco conosceva tutte le idee e le opinioni di Sebastiano, quindi si meravigliò altamente nel vederlo a S. Giacomo, ma non disse nulla. Era un uomo taciturno, secco, alto, calvo, e sopratutto prudente.

Sebastiano non volle spiegargli la sua pre-