Pagina:Anime oneste.djvu/270

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256 la lontananza

preso ciascuno la sua via, sarebbe venuta lassù per finire i suoi dolcissimi giorni.

E rientrò. Durante tutta la sera, come sempre, egli aveva pensato anche ad Anna. Non poteva assolutamente scacciarla dal suo pensiero; essa ne formava lo sfondo e restava anche se altre idee lo dominavano: ma quel giorno la sua figura diventava scialba, indefinita, tanto che Sebastiano credeva l’avrebbe presto dimenticata nella sua nuova realtà. Non si disperava più pensando alla sua lontananza, alla loro completa separazione; e, dissolvendosi la sua passione per lei, Sebastiano sentiva svanire anche un po’ il rancore per Gonario.

Non si accorgeva che tutto questo era effetto del suo nuovo sogno; il minimo urto poteva squarciare il velo luminoso che gli copriva l’anima.

Infatti appena vide la roba mandatagli da casa sua, vesti, biancheria, giornali, viveri, due sedie, un guanciale, e infine tutto ciò ch’egli stesso aveva raccomandato al padre di mandargli, sentì tutto il sangue salirgli al cuore, al cervello, e tutte le sensazioni dimen-