Pagina:Anime oneste.djvu/48

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
34 i primi giorni

spiccati, con certi contorni verdi sfumati in giallo, fissavano acutamente la povera testolina di Anna, dicendole: — chi sei? donde vieni?

La piccola si fè coraggio e guardò in alto. No, erano santi e angeli dipinti, soltanto. Come mai potevano guardarla e parlarle?

La curiosità crebbe: guardò i finestroni semicircolari, di cui qualcuno conservava i vetri istoriati, e poi i capitelli dei vecchi colonnati, le altissime pareti grigie e la navata centrale. E il suo sguardo scivolò lentamente sulle funi delle lampade perlate che le diedero molto da pensare.

Il suo nome, pronunziato sommessamente dietro la sua sedia, la trasse da questa contemplazione. Senza volerlo si volse vivamente. Allora si accorse che le popolane, sedute e inginocchiate per terra, stavano con molta devozione e raccoglimento, ma che le signore e signorine parlavano fra di loro, sorridendo e guardando di qua e di là.

Si leggeva una sottile perfidia su quei bei volti incipriati, e gli occhi dicevano tante cose maligne. Le une guardavano le altre, alla