Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/545

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con dire, che volendo cadaun di que’ regnanti tener corte non inferiore a quella degli altri, ed esercito che non la cedesse a que’ dei colleghi, si accrebbero a disimisura le imposte e gabelle per soddisfare alle spese, e con tali aggravii, che in moltissimi luoghi erano lasciate incolte le campagne, giacchè, pagati i pubblici pesi, non restava da vivere ai coltivatori e padroni delle medesime. Ed allora fu, per attestato di Aurelio Vittore2760, che l’Italia, non ad altro obbligata fin qui che a provvedere viveri alla corte e alle milizie di suo seguito, cominciò, al pari delle provincie oltramontane, a pagar tributo, lieve bensì sul principio, ma che andò poscia a poco a poco crescendo sino all’eccesso, e produsse in fine la total sua rovina. Quanto ai suddetti due Cesari, derivavano amendue dall’Illirico, onde erano anche usciti Diocleziano e Massimiano. Costanzo, soprannominato Cloro dagli storici2761, forse pel color pallido del volto, o verde del vestito, ebbe per padre Eutropio, il quale dicono che fosse uno dei meglio stanti del suo paese, e che per moglie avesse Claudia figliuola di Crispo, cioè di un fratello di Claudio il Gotico imperadore. Certamente gli antichi storici il fanno discendente dalla casa di quell’Augusto per via di donne; e forse per questo ne’ suoi posteri si trova rinnovata la famiglia Claudia. Che nondimeno la nobiltà e le facoltà di sua casa non fossero molte, si può dedurre dall’aver egli studiato poco le lettere, e cominciata la sua fortuna dal più basso della milizia, e dal sopportar le fatiche proprie da’ soldati gregarii nelle armate di Aureliano e di Probo. Aurelio Vittore2762 sembra quasi indicare che egli fosse nato poveramente in villa, dicendo che tanto egli come Galerio aveano poca civiltà, ma che, avvezzi alle miserie della campagna e della milizia, riuscirono poi utili alla repubblica. L’anonimo del Valesio2763 scrive che Costanzo fu il primo soldato nelle guardie del corpo dell’imperadore, poscia pel suo valore tribuno, o sia colonnello di una legione, e giunse ad esser governator della Dalmazia, con essersi segnalato in varie occasioni di guerra. In tal credito certamente egli salì, che fu giudicato degno di esser creato Cesare in quest’anno dai due Augusti. Nelle iscrizioni e medaglie si vede egli chiamato Flavio Valerio Costanzo. Perchè Valerio, s’intende, essendo egli stato adottato dall’uno degl’imperadori, amendue portanti il nome d’essa famiglia. Perchè Flavio, non si sa, credendosi un’adulazione quella di Trebellio Pollione, che il fa discendere da Flavio Vespasiano. Delle ottime qualità di questo principe parleremo altrove; principe, la cui maggior gloria fu l’essere stato padre di Costantino il Grande, a lui nato circa l’anno di Cristo 274, mentre egli militava nell’Elvezia. Per quel che riguarda Galerio, l’altro dei nuovi Cesari, anch’egli era nato bassamente in villa presso Serdica, o sia Sardica, capitale della nuova Dacia2764. Romula sua madre, nemica de’ cristiani in quel paese, perchè non voleano intervenire ai suoi empi sacrifizii e conviti, gli inspirò fin da picciolo un odio grande contro la religione di Cristo. Che i suoi genitori fossero contadini, lo dicono i vecchi storici, e si argomenta dal soprannome di Armentario, che gli vien dato dagli antichi scrittori. Anche egli col mestiere dell’armi si acquistò tal fama, che dai due Augusti fu creduto meritevole di essere promosso alla dignità di Cesare. Noi il vediam nominato nelle medaglie Caio Galerio Valerio Massimiano. Se Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar.]