Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/154

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Libro Sesto. 127

mente cadesse avanti gli vostri piedi? O inaudita spietatezza vogliono quelli con novo modo di crudeltà far mostra della lor tiranide, non si contentano spiegar la lor pazzia, con modi ordinarij, benche inhumani, ma vogliono, con disusato modo di tormentare, ferire quel corpo di membro in membro, non vogliono lasceiarvi luogo sano, vogliono resti ferita ogni minima parte, senza però tagliarne alcuna, accioche quella vitima Christiana, ferita in ogni parte, più leggiermente, durasse al lungo il suo tormento. Mentre con istrani colpi ciascuna parte del corpo vien guastata, & ferita n’esce il sangue d’ogni luogo à guisa di scaturienti rivi, quale, gocciolando, racolgievano racoglievano racoglievano sottoponendovi il vaso, mirando con strana empietà scorrere quel sacro humore à guisa di Fiume nel proprio canale. Oh che barbarie non più udita! oh che inventione non più intesa! oh che nova sorte d’indegno tormento! esercitato sa quelle infernali furie, contro l’innocente infantia d’un puttino, degno però d’un Hebraica crudeltà. Erano hormai stanche si, ma non già satie quelle sacrileghe mani, de carnefici, non v’era più sangue in quel corpo, che versar si potesse, era uscito tutto, fino all’ultima stila , nondimeno havrebono voluto di bel novo comminciare la tragedia, ancorche lassi, non sentivano però la fatica, havrebbon volsuto morir seco continuando in si detestabil crudeltà, quando la vita del fanciullo havesse potuto durare, sino che fossero stati condotti à tal termine. Che cecità! che ostinatione! che pertinacia!

Fù il misero fanciullo (parlo quanto al corpo in quel punto) in tal guisa trucidato, il spatio d’un hora, & più (qual finalmente mancandogli hoggimai l’estremo spirito, & perdendo le debili forze, avicinandosi l’hora del suo felice transito, alzò con atto, che destato haverebbe pietà ne’ marmi, i moribondi e pesanti lumi al Cielo, quasi invocar volesse Christo nostro Salvatore, vero Dio immortale, qual già per noi miseri peccatori fù confitto in Croce; poi abbassato piacevolmente il capo con morte lenta, frà le mani di quelli crudelli carnefici, in modo di purpureo fiore recciso dall’aratro venendo meno rese l’innocente sua anima à Dio.

Frà tanto essendosi rinforzata l’opinione, che Simone fosse statto ammazzato dalli Hebrei, per la Città tutta si sentivano voci che alle forche, & maggiori supplicij gli bramavano tutti, in ogni luogo si udivano con simili querelle: non dubitate maledetti Hebrei, circoncisi carnefici, riceverete al sicuro il condegno castigo di si nefando peccato. Dio giustissimo al qual niuna cosa può