Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/162

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Libro Sesto. 135

dovere, & giuste raggioni servire, ancorche vi sij chiaro non saper, ne poter quelli moderare la loro sfrenata cupidigine. Non vedete, che tutte le povere sostanze de Christiani sono ridotte ne granari di questa perfida gente? pare quelli sijno l’erario del publico. Han con peveree leggi, ordinata, formata, stabilita, & con soverchia copia d’oro arrichita la lor republica, non si contentano possedere le richezze, ma superbamente vogliono havere il predominio frà gli altri, che commodi si ritrovano de beni di fortuna, volendogli ad ogni modo opprimere. In luogo de tributi, da noi essigeno intollerabil usure. Non combattono col ferro, ma la lor pugna consiste nel danaro, non ci fano i spogli à forza d’armi, ma restiamo sacheggiati dalle lor insatiabili usure; non si ritrova più luogo sicuro dalla lor rapace natura, essendo subintrata per tutti gli nascondigli la loro crudeltà. Non vedrete Città libera, tutte le Provincie della Christianità sono fatte triburarie alli Hebrei.

Venero alli nostri alberghi vaghi, & profugi, supplicando ricetto con finte preghiere, & modi d’humiltà, il che ottenuto han subito occupate le nostre case, & levataci la libertà. Erano profugi, hora sono fatti Cittadini, 8&Signori di tutte le nostre facoltà. Noi (& chi non deplorarebbe la nostra calamità) già padroni di tutte le cose, & veri Cittadini, hora si scorgiamo spogliati di tutti li nostri haveri, siamo resi schiavi, & constretti andare à guisa di banditi, lontani dalla cara patria, mentre non vogliamo sopportare la crudel tirania di costoro, i quali con rapine ci strappano le proprie viscere dal ventre, ci levano dalle mani ogni nostro, benche poco havere. Vengono appesi alle forche altri ladri, quali per bisogno forsi havran robbata una miseria, & quelli che spogliano le Città, Provincie, & Regni intieri si lasciano andar liberi, il prender l’altrui di quelli poverelli è stimato furto, & alle volte sacrileggio, il prender rapace di costoro non vien imputato à colpa. (Prencipi è voi Giudici, ove è la giustitia? ove l’avete confinata? perche l’havete sbandita? se n’è per aventura volata in Cielo, da voi iniquamente perseguitata? ma revocate il bando, richiamatela dal Cielo, che più che volontieri venirà ad habitar gli vostri Palazzi, senza anco partirsi da quelle supreme sedi) Han bel tempo quelli perversi perche tutto gli è permesso. Quindi delle nostre fatiche fanno prodighe spese, & prendono piaceri, vestono sontuosamente, acciecano con regali gli Superiori, non perdonano à danari, per conseguire le loro sfrenate voglie. Gli sparga-