Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/178

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Libro Settimo. 151

Questo, pacificata la Republica, restaurò il Castel di Silva, qual per l’antichità quasi tutto cascato, era in rovina, & diede anco in feudo à Paulo di Liecthenstain il Castel Corno, che era ricaduto alla Chiesta, per la morte di Matteo da Castel Barco.

[Castel Corno.] Questo Castello è situato in una altissima, rovinosa, & quasi inacessibile rupe; s’inalza à man sinistra, quando sl vien d’Italia alla Città di Trento, & si fà, eminente, vedere da lontano, à quelli che vengono in queste parti.

Uldarico dunque qual non haveva molta buona sanità, essendo d’età assai provetta, & carico d’anni, conoscendosi di corpo per la vecchiezza infermo, e d’animò improportionato à tanti affari, & publiche incombenze, dimandò con gran premura, chi con consegli, & fatiche sollevasse la sua vecchiaia, e nella cui fede sicurmente potesse riposare la di lui grave età. Prese di commun consenso del Clero coadiutore de publici negotij Giorgio Neidechgo, huomo di gran dottrina, pratico, & destro nel maneggio de publici negotij, in quel tempo Cancelliero di Massimiliano Austriaco, Re de Romani. Doppò haver trovato il Vescovo huomo cosi idoneo al maneggio non si prendeva molto fastidio, più non applicava l’animo à negotij difficili, nè ad affarri che lo potessero molestare. Ma non passò molto, che crescendo, & aggravandosi l’infermità, causatagli per molti, & ardui negotij, ne quali prima s’era impiegato, debile per la vecchiezza, mancò l’anno di Nostro Signore 1505. gli 16. Ottobre e fù sepolto nella Chiesa di San Vigilio in sepoltura di Pietra, qual vivo s’haveva preparato, avanti della Santissima Trinità, visse dodeci anni nel Vescovato doppò la sua confirmatione.

[Giorgio 3. Vesc. 94.] Successe à questo il suo Coadiutore Giorgio Neidecho di nobil prosapia, & di natione d’Austria. Questo sino dalla sua prima età si mostrò giovine di gran aspetatione, & ansioso d’avanzarsi nelle virtù, & massime nelle lettere, quindi ne suoi primi anni andò à Bologna, studiò sotto la buona disciplina del dottissimo Giovanni Campegio, & altri peritissimi letterati, si diede tutto al studio delle leggi, & doppò haver in quelle molto approfitatto, fù da voci de studiosi creato Rettore, & capo del studio, nel qual tempo fece conforme richiedeva quel grado opere di lode; principalmente e degno di memoria quel fatto, nel qual sin in quell’età fece spicare la nobiltà, & coraggio del suo animo. Hebbe à caso una volta incontro l’Oratore del Duca di Milano, qual seco pretendendo del luogo, egli con cuore intrepido, & possenti forze preso