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150 Delle Croniche di Trento

il far gli statuti, s’aspetava al popolo, il confirmargli solo al Vescovo, più non l’honoravano come legislatore, ma l’odiavano come destruttore della Città, & sempre si gli mostravano sdegnosi, & suspetosi.

Queste ingiurie però non furono bastevoli à revocare l’animo del buon Vescovo, da qual si voglia heroica opera, in servitio della Republica; edificò, & pose in ordine la vecchia libraria del Castello, hora resa più vaga, & bella con la diligenza, & spese dell’Eminentissimo Cardinal Bernardo Clesio. [Ponte del Lavis.] Congiunse il Fiume di Lavis, qual da Monti, non lontani dalla Città, con breve corso, ma altretanto precipitoso, scarica in l’Adice, fabricandovi sopra con grosissime spese un ponte di pietra, ancorche per l’impeto dell’acque, che per rupi, & sassi (con strepitoso rumore, & indicibil paura di quelli, che habitano le Ville, & Castelli delle Montagne) scorrono, cavato ne venisse dalle radici, & fondamenta, restando le ruppi, ò sassi per tal effetto lavorati dalla forza del torrente rivoltati, e sfondamentati, qua, & la sparsi, si che non andò à capo un’anno, che tutta l’opera fatta, con tant’arte, & spese andò in rovina.

Rifece parimente con gran premura, & diligenza nella Valle di Fieme il Palazzo Episcupale, quale per l’antichità andava cascando. La dove essendosi nel maggior caldo dell’estate ritirato, s’infermò ne giorni, quando la stella Canicula nel mezzo centro del Cielo congiunta col Sole, causa duplicato calore, di dove gli corpi si debilitano, & le purghe riescono moleste, & poco giovevoli. Per il che essendosi sparsa la bile per tutto il corpo, e rendendolo di calore gialo simile all’oro, superato dall’infermità, morse l’anno 1493. gli 11. Agosto, e cosi morto con solenni funerali fù portato à Trento, & sepolto nella Capella di Santa Massenza. Tene la fede doppò la confirmatione anni sei.

[Uldarico 4. Vesc. 93.] Terminata la vita di Udarico terzo, dopò haver scorsi molti pericoli, il negotio dell’eletione ritornò al Collegio de Reverendissimi Canonici, quali assonsero al Principato Uldarico quarto da Liecthestain, di natione Tirolense, Canonico di Trento, & conforme il costume ne fù dimandata l’approbatione dal Sommo Pontefice. Ma essendo la Republica consummata, & la Chiesa esausta per le tante rovine, havendo speso nelle passate guerre, quanto si ritrovava havore d’oro, & argento, per mancanza di danaro, fù la confirmatione differita il spatio di due anni.

Nel medemo tempo patì la Città gran penuria di formento.