Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/322

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Libro Undecimo. 295

anco quando havessero da combattere con ogni equilibrio, e dubiosa fortuna, concorrendo contrarij destini, & influssi de Contadini, e Cittadini, combattino in modo, che si portino si virilmente, che faccino constare à tutti d’haver saputa quella massima, quel primo principio, cioè che gli huomini portano la lor riputatione in capo, & che è stile ordinario d’animi valorosi il morir con gloria, e vivere con honore, e riputatione.

Sopportino dunque ad esempio de suoi maggiori le cose averse, in guisa incontrino l’inimico, combattendo armati, che di loro lascino alli posteri eterna memoria: essere cosa propria de Trentini intraprendere cosa difficile, tolerare, & ridurre à bramato fine cose malaggevoli.

Gli Villani hora tanto orgogliosi, e superbi, dalli successi prenderanno animo più orgoglioso, scorgendovi timidi, humilissimi poi sperimentando il vostro valore. Stà in vostro petto l’abbassare, ò fomentare quella lor alteriggia. Si scorse che l’Oratione di quel sapientissimo, e prudentissimo Conte haveva resi gli animi di ciascuno ardenti, per diffendere la Città.

Consideravano frà di loro di quanto detrimento sarebbe stata la domestica, e civil seditione, quante miserie sarebbon succedute comprando essi medemi l’esterminio della lor Republica, tanto avanti da suoi antenati intrepidamente diffesa. Quindi se alcuni volte si ritrovavano, che prima fomentorno il partito e solevationi de Villani, comminciarono à pensare à casi proprij, e rissolsero prepararsi alla diffesa della Città.

Fù poi radunato consiglio, concorsero molti prima chiamati, furon proposti diversi pareri, e disputato con contrarij affetti: finalmente decisero, esser meglio restassero per mano de Cittadini rovinati, e disfatti quelli Villani ribelli, che permettere si dissipassero dalla crudeltà d’huomini malvaggi la Città, e gli sacri ornamenti delle Chiese.

Frà tanto gli Contadini, quali havevan nella sudetta pianura riconosciuto tutta la lor gente, chiamarono, è unirono gli soldati, ciascun sotto le lor proprie insegne, e con basso mormorio furon messe tutte le squadre in ordinanza, per tanto dunque s’infiamavano alle uccisioni de Cittadini, fino gli animi de più selvatici Montanari, e s’andava fomentando, e crescendo il furore: presero le bandiere già sacrate à Dio nelli Tempij, profanandole all’uso di guerra, servendosi di quelle, spiegate al vento, in luogo d’insegne militari.