Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/94

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Libro Quarto. 67


[Adelpreto 2. Ves. 70.] Morse poi Heberhardo, successe Adelpreto secondo, qual fusse la sua schiatta non si sa molto bene. In quel medemo tempo regeva l’Imperio Federico detto Barbarossa, questo confermò con publico decreto al Vescovato di Trento quanto fugli donato da Conrado, & volendosegli mostrar più benigno, affetionato, & inclinato, gli conocesse [Garda Villa.] la Terra di Garda, alla riva del Lago, con tutta la sua giurisditione in dono l’anno 1061. Circa quel tempo fù la Città di Trento assai travagliata da diverse turbulenze, e perturbationi, gli fù anco (come si può in alcuni Auttori leggere) intimata la guerra, ne mai si puote venir in chiara cognizione della causa di tanti travagli, hanno alcuni suspetato da quello che poi successe, che gli Signori di Castel Barco [Quelli di Castel Barco insidiano la Chiesa Trentina.] havessero nel medemo tempo travagliati con arme gli Trentini, erano all’hora potenti si per ricchezze, come per giurisditione, havevano tutta la Valle Lugarina, le Terre, Ville, & Castelli d’ambi le rippe dell’Adice, & altri luoghi sotto il lor dominio, sottoposti però alla raggione della Chiesa Trentina ancorche fossero fondatori.

Quelli dunque di Castrobarco travagliando, & stringendo con armi gli poveri Trentini, provocato Adelpreto da tanta ingiuria si diede a pensare, & propose imitare gli generosissimi spiriti, & ardire d’huomini illustri, & intrepidi, è soccorrere la Patria angustiata, & che stava per cadere, è restar con la Chiesa à se commessa estinto, & morto. Per tal effetto sollecitò, & suscitò contra quelli di Castel Barco gli Carllesij, Veronesi, molti della Marca Trevisana, & altri Prencipi confinanti, con questi fece lega, diedesi in questo modo dall’una, & l’altra parte fede con giuramento d’esser amici delli amici, & delli inimici, inimici.

Per maggiormente anco astringere, & obligarsi gli Veronesi; acciò gli fossero più fedeli nelle occorrenze, contra gli inimici, gli diede in feudo la Terra di Garda, dalla quale il Lago trasse il nome. Si scopre da queste cose l’animo intrepido d’Adelpreto, in difendere le raggioni della Città, assieme con la publica libertà, & tener lontani gli pregiuditij, che potessero essere fatti al Vescovato. Vedendo quelli di Castel Barco molti armarsi in aiuto, & favore del Vescovo, & Prencipe di Trento, fuori di modo sdegnati, si diedero à ingani, determinarono tradire il buon Prelato. [Il Vesc. da Castrobarci rimane traffito.] In niun Auttore ho letto si facesse apparati di guerra, questo solo brevemente fù lasciato alla memoria de posteri, esser stato con lancia trafitto da parte à parte l’intrepido Pastore da uno di Castel Barco nella Valle Lugerina, vicino à Roveredo, ove hora stà il