Pagina:Apollonio Rodio - Gli Argonauti, Le Monnier, 1873.djvu/18

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viii apollonio rodio.

Apollo si crede che Callimaco volesse fare una allusione poco benevola ad Apollonio;1 ma che questi alludesse al suo inimico nei versi 932 e seguenti del Libro III del suo poema, ci pare più acuta che probabile congettura di un dotto filologo moderno.2 In Rodi Apollonio insegnò retorica, e compose alcuni scritti di cose grammaticali, fra i quali se ne cita uno diretto al grammatico Zenodoto (πρὁς Ζηνόδοτον), ed un altro, ma meno sicuro, intorno ad Esiodo. Qualche anno più tardi, e probabilmente dopo la morte di Callimaco, avvenuta circa l’Olimpiade 139 (all’an. 224 avanti Gesù Cristo), egli ritornò in Alessandria, e vi godette molto credito, e vi fu assai onorato, probabilmente più per la sua erudizione e coltura che pei suoi poemi; e negli ultimi anni della sua vita fu messo anche alla direzione della Biblioteca insieme col celebre Eratostene. Morì in età molto avanzata sotto il regno di Tolomeo Epifane. Cantò in versi la fondazione


  1. (Inni di Callimaco, tradotti da Dionigi Strocchi. Nei Poeti greci minori. Firenze, Barbèra, 1869.)

  2. R. Merkel nei Prolegomena alla sua edizione di Apollonio, 1854.