Pagina:Arabella.djvu/271

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I.


Avvocato contro avvocato.


Gli affari, gli intrighi, il bisogno di preparare una difesa e forse, più d’ogni altro motivo, la vergogna di ricomparire innanzi a sua nuora senza una buona giustificazione, tennero il signor Tognino occupatissimo per cinque o sei giorni. Intanto la questura per conto suo arrestava il Berretta. Era un primo esempio e ne sarebbero venuti degli altri.

Più volte ebbe lunghe conferenze col notaio Baltresca. Costui, che da lontano spiava i passi del nemico e che forse era interessato anche per la parte sua a vincere, andava suggerendo al cliente di non lasciarsi cogliere alla sprovvista, ma di opporre avvocato ad avvocato, prima, per risparmio di seccature e di amarezze, e in secondo luogo, perchè tutte le più belle ragioni del mondo contano un bel nulla davanti a una sentenza che ti capita tra capo e collo.

Per guarire da un avvocato non c’è che un rimedio: pigliare un altro avvocato forte come lui, similia cum similibus.

Per il buon Baltresca non c’era che un uomo al mondo capace di far paura anche al Codice; e mise innanzi il nome d’un onorevole deputato della maggioranza parlamentare, suo vecchio camerata di col-