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il sito, gli piacquero, combinarono il prezzo e se ne tornò solo a Como, dove la mezza eccellenza democratica, a cui il Baltresca aveva scritto in prevenzione, gli aveva dato convegno al Grand Hôtel Volta, sulla piazza del lago.

Verso le quattro si presentò e si fece annunziare. Fu prima un gran correre di camerieri, un gran sonar di campanelli elettrici, un gran via vai di personaggi barbuti e grassi, di banchieri e di pezzi grossi dell’Amministrazione ferroviaria; e finalmente, quando piacque alla mezza eccellenza, venne chiamato anche lui.

Trovò un grassotto non troppo alto, con la barba alla Gambetta, che gli venne incontro in aria confidenziale, che gli prese la mano, che lo fece sedere in un gran seggiolone, e, mostrando d’avere i minuti contati, entrò subito in argomento, riassumendo quel che aveva scritto il vecchio amico Baltresca...

— A rigore non potrei assumere altri impegni, caro signore, perchè devo presto tornare a Roma per la importantissima discussione sulle Opere Pie, della quale Sua Eccellenza il Ministro di Grazia e Giustizia (tutte queste maiuscole si sentivano nel respiro pesante del grand’uomo, che colle mani sotto la giubba sforzavasi di sfibbiare il panciotto) s’è compiaciuto di affidarmi la relazione. Una bella briga! Adesso ho sulle spalle anche questa faccenda colla Süd-Bahn, e prevedo che non ne usciremo nè in un anno nè in due. Però... però... se il signor Maccagno, di cui l’amico Baltresca mi parla così bene, si trova nella necessità, noi avvocati siamo come i medici: non possiamo rifiutarci, e nel caso potrò fare una scappata a Milano, dove ho dei vecchi amici e dei com-