Pagina:Archimede reintegrato.djvu/12

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bilancetta, che porta il Galileo, suppongo in primo luogo, che l’oro, con cui si fece la Corona di Jerone, fosse stato di quantità considerabile, anche a giungere al peso di libbre 400. in circa, e se bene nessuno degli Scrittori antichi ha lasciata notizia della quantità dell’oro, di cui quella Corona fu composta, nulladimeno si vede bene nell’Istoria, che fosse di un peso considerabile; imperocchè l’Artefice, che si prese il carico di fabbricarla, ebbe la quantità dell’oro consegnato con la statera, e dopo esser terminata sottilmente, fu racconsegnata al Re colla medesima: così si legge nell’Istoria. Et aurum ad Sacoma appendit redentori. Is ad tempus opus manufactum subtiliter Regi approvavit, & ad Sacoma pondus coronæ visus est præstitisse.

Altro segno ben chiaro trovasi nell’Istoria, col quale può dimostrarsi, che la mole dell’oro sia stata di una quantità considerabile, poicchè l’acqua riposta nel vaso, dopo l’immersione dell’oro, fu misurata col Sestario: Ita exempta massa quantò minus factum fuerat refudit Sestario mensus est. Onde può credersi con ragione, che l’acqua so-


prag-