Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/110

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VITA DI DOMENICO CIRILLO


scritta


DA MARIANO D’ATALA




(Vedi fascicolo precedente a pag. 107).



I Francesi mal giudicando degl’Italiani di Napoli, poichè malamente ordinati e comandati dall’austriaco Mack, ebbero a incontrare una resistenza nel popolo, che non potevano ne sapevano immaginare; non ostante che fossero aiutati potentemente dalla parte eletta della gioventù, e da’ giovani massimamente dell’ospedale degl’Incurabili, in mezzo a’ quali era viva la voce del maestro a conforto della dignità umana e anche quella del Pagano; talmentechè la plebe sfrenata corse a fare un primo saccheggio e una prima distruzione alla casa del Cirillo. Poi fra i decreti del governo dell’ospedale dopo l’entrata del cardinale Ruffo fu quello del 7 di luglio 1799 col quale si scioglieva appunto il collegio medico con parole faziose dettate da Ippolito Porcinari e dal duca di Terranova, siccome governatori. E ne’ giorni de’ tumulti, molti cittadini, fra’ quali il Cirillo, l’Albanese, il Rotondo, il marchese Michelangelo Lagreca si raccolsero nella villa de’ Fasulo sopra i così detti Pirozzoli a Capodimonte, per convenire del come frenare quelle orde fameliche e sanguinarie, capitanate da quel certo Bruno soprannominato il Cristallaro, e impossessarsi delle castella, massime di Castel Sant’Elmo.