Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/176

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172 rassegna bibliografica

finchè tanto più facilmente s’acquieti; e tanto più speri che, dando soddisfazione al re, sia per riceverla anch’ella da parte sua»1; il quale padre Arnoux, tornato, faceva dire al Nunzio, che «in sostanza la sua negoziazione è riuscita felicissimamente, e che non poteva lasciare in miglior disposizione la regina, di quel che ha fatto»2. La regina poco dopo scriveva una lettera di sua mano al re; e si ripeteva da molti in corto, € che continuando la regina a governarsi come ora fa, si può sperare che, dentro di non molto tempo, sia per ricevere ogni soddisfazione»3; e ne riceveva davvero, almeno a parole, di poter uscire di Blois. Era qualche cosa; ma non bastandole, non voleva acconsentire di ritenere presso di sé alcune persone di fiducia dei presenti ministri4; e così continuava a non piacere in corte la sua idea di fare un viaggio a Moulins5; «sebbene vien tenuto per certo, scriveva il Nunzio, elle la regina non possa avere altro disegno, in questa andata, che di voler uscir da Blois, che è stata una carcere per lei sino ad ora, e di voler un poco respirare col mutar stanza, che è uno dei rimedi che cercano gli afflitti alle afflizioni»6. Non piaceva in corte quella sua idea; ma dopo averli un pezzo lasciati dire, finalmente, la notte dal 21 al 22 febbraio, essa si fuggiva; e il Nunzio racconta minutamente di quella fuga nella lettera del 27 febbraio7. La Regina prima di fuggire in compagnia dell'Éper-

  1. Lett. 1363, del 42 settembre 1618, vol. III.
  2. Lett. 1378. del 25 settembre.
  3. Lett. 1428, del 24 ottobre.
  4. Lett. 1468, datata 21 novembre.
  5. Lett. 1519, del 2 gennaio 1619
  6. Lett. 1540, del 16 gennaio.
  7. Vi si legge: «La Francia, insomma, non può stare senza continue novità; e ora, inaspettatamente, n’è sopraggiunta una delle maggiori che potessero nascere. La regina madre, finalmente, non ha potuto contenersi in più lunga pazienza; onde, alli 21 del presente, Sua Maestà si risolse d’uscire aill’improvviso da Blois sulla mezzanotte, essendo venuto il duca d’Épernon a levarnela. Il modo della sua uscita si racconta comunemente in questa maniera, cioè: Che Sua Maestà scendesse da una finestra del castello; e che, uscita della città, trovasse l’arcivescovo di Tolosa, con una carrozza da campagna e con cento cavalli; e che una lega dopo, trovasse Épernon medesimo che l’aspettava, con altri trecento cavalli. La regina non prese altre persone in sua compagnia, che due sole donne italiane, che vennero