Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/37

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degli inquisitori di venezia 33

mattina, che fu 8 del presente partirono in carozza per Ferrara, essendo la carezza andata a levar li loro tamburi con le robbe al monasterio, et il carozziero disse che vi era un altro gentilhuomo che aspettava alla porta per andar anco esso con loro. i:t da alcuni altri frati del medesimo monisterio et dal Portinaro vien dotto che li figliuoli heri mattina andarono col vicario a pigliar la fede della sanità prima che menassero in carezza. Et che il Poma con un servitore vi fosse un’altra volta già venti giorni in circa a una, et a dormir due notti, di che dimani si procurerà di haver maggior certezza.

«Dalla madre abbadessa del monasterio di San Prosdocimo, et da alcune monache figliuole che furono di ser Alvise fu di ser Dona Corner, la madre delle quali è maritata già molti anni qui in Padova in secondo matrimonio nell’eccellente medico Negro, si ha: Che già quindici giorni col mezzo di esse comare, così richieste dal Poma con sue lettere, accettarono nel monasterio a spese le duo figliuole del Poma, l’una giovine di sedici anni nominata Hippolita , et l’altra Betta d’anni quattordici, et oltre di queste anco una putta di anni otto nominata Laureta, figliuola di una figliuola di esso Poma maritata in un napolitano, che si credo abbia nome Zuanantonio;

«Che sono accordato in ragion di ducati cinquanta per una all’anno, un miria di oglio et quattordici lire di sappone. Che esso Ridolfo gli ha contato tutto il danaro in cinquanta scudi d’oro, et il resto in Ferdinandi et Zanfroni.

«Interrogate se sia interposto alcuno altro in questo negotio, dicono di no.

«Che il Poma ha una nenza1 di sorella maritata qui in Padova in Anzolo Mier nodaro habita a San Bortolomio.

«Dalla reverenda madre Abbadessa della Misericordia si ha:

«Che a 21 di settembre passato fu accettata alla prova por monacar in detto monastiero Lucieta figliuola del soddetto Poma di anni 14 con dotte, per istromento fatto per mano di domino Antonio Mazo nodaro, di ducati ottocento, havendo trattato di farle accettare il padre maestro Honorato vicario episcopale; ma dice l’abbadessa che voleva doi mille ducati di dotte, et che almanco ne vorrà mille.

«Ha esborzato il Poma per le spese ducati cinquanta et lire dodici per legne all’abbadessa; la qual afferma, non esser stato fatto alcun altro esborso de denari, nè essersi interposto alcun altro per farla accettare.

» Alli Illustrissimi et Eccellentissimi Signori, Signori Colendissimi li Signori Capi dell’Eccelso Consiglio di X.

  1. Nipotina.