Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/486

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192 società ligure di storia patria

biamente antichi colla parte che reputava posteriore all’incendio. Rammentava un documento del 1325 all’incirca, nel quale il Comune assegnava all’opera delle colonne di San Lorenzo il decimo dei legati; e pensava che ciò dovesse riguardare la decorazione degli ingressi, avvisandosi che di quell’epoca la interna ricostruzione fosse già ultimata.

Replicava cionondimeno il prof. Alizeri, opinando che alla ricerca della verità fosse per contribuire validamente il paragone fra il portale e la navata, la quale da apposite epigrafi risulta appunto rifatta o modificata tra il 1307 ed il 1312; imperocchè questi lavori che, eseguiti in un solo periodo di tempo dovrebbero mostrarsi di stile conforme, sono invece essenzialmente diversi l’uno dall’altro. Dichiarava come vogliansi attenuare le proporzioni dell’incendio del 1206, limitandone il danno maggiore al tetto dello edificio; mostrava come l’istituzione del deceno sui legati, oltre all’essere di gran lunga anteriore al secolo XIV, avesse anche a durare posteriormente; e come gli operai della cattedrale, per quanto corse di tempo fino al secolo XVII, non cessassero mai di dar mano a costruzioni e riforme.

Il comm. Santo Varni leggeva Sulle antichità di Levanto, con aggiunta di altre notizie1. Parlando della chiesa maggiore di Santo Andrea, ne descriveva il prospetto decorato da una pregevole dipintura, toccava d’alcuni quadri e d’alcune argenterie del secolo XV; ragionava quindi del tempio dell’Annunziata, e notando un bassorilievo della B. Vergine e Sant’Anna che ne orna la fronte, ricercava le analogie che presenta con parecchie sculture e dipinti del Quattrocento; accennava ai Corali miniati, ed alla celebre tavola di San Giorgio, di Andrea del Castagno. Toccando della Loggia edificata nel 1265, ne rilevava il carattere tutto particolare alle costruzioni della Liguria; trattava poscia della chiesa di Nostra Donna della Costa, e da un’antica tavola che ivi sorge nell’abside, traeva occasione di accennare ad una continuata serie d’artisti, i quali ebbero stanza in Genova a partire dal secolo XII. Parlava in seguito delle sculture che abbelliscono tuttora i palazzi Taliacarne e Da Pascano; e descrivea per ultimo una gran pala che serbasi nella chiesa di San Lorenzo a Cogorno.

Il march. Marcello Staglieno facea relazione d’alcuni documenti da lui testè rinvenuti nell’archivio governativo, e riguardanti diversi artisti che nella prima metà del secolo XV aveano stanza in Genova; come i pittori Ughetto da Pisa, Domenico di Vernio, Gio-

  1. Questa Memoria del comm. Varni, corredata di molte note e documenti, è stata quindi pubblicata co’ tipi de’ fratelli Pagano.