Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/57

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fra venezia e ravenna 53

tanarsi, a correre addosso alle navi de’ barbari rimaste lontane dalle altro e ad affondarle. Vedemmo già che questa straordinaria mobilità delle navi era massimo pregio de’ navigli veneti, e se anche non si trovasse negli storici ricordata la presenza de’ veneziani, soltanto dalla maniera del combattere che ebbero i greci, si potrebbe dedurre che i Veneziani loro fedeli alleati erano accorsi anche questa volta con le loro navicelle, e che a’ loro cenni ubbediva l’intera armata dell’imperatore.

In quello che Valeriano combatte il naviglio dei Goti a Sinigallia e torna vincitore a Ravenna, Narsete con giovanile ardore e con senile costanza riunito un esercito di mercenari sen viene a Salona ed ivi accresciute le sue genti, giunge a Rialto. E che i Veneti allora si tenessero quasi come sudditi imperiali ne è prova questo fatto, che quando Narsete si fermò a Rialto accolse gli oratori dei Padovani venuti a dolersi della ognor crescente baldanza degli abitatori delle isole, i quali vietavano loro di navigare per le lagune, mostrandogli come ciò facessero contro ogni ragione, poiché un giorno quelle isole erano soggette a Padova, e Padovani i loro antichi coloni.

Ma Narsete, secondo che pare, non giudicò della lite, li persuase a mantenersi in pace ed a portare la quistione in Costantinopoli all’imperatore. Ed una ambasceria de’ Veneti andò a Bisanzio per fargli ossequio e strinse un trattato di amicizia e vicendevole aiuto. Tanto mostra che gli arditi abitatori della gloriosa isoletta di Rialto erano già saliti a tanta potenza da volere e potere impedire i Padovani dal navigare nelle loro lagune. E si ritrova che i Veneti, e massimamente gli abitatori di Rialto, fornirono a Narsete un numero grandissimo di barche, delle quali molte furono disposte attraverso quelle frequenti foci dei fiumi che impedivano la via di Ravenna, sicché l’esercito passò come sovra ponti. Lungo e disagiato fu il cammino, sommergendosi le genti di Narsete nelle melme delle paludi e delle lagune; nondimeno difese da ogni pericolo di nemici da una moltitudine di navicelle probabilmente venete anch’esso che costeggìavano il lido, giunsero salve in Ravenna. [I Veneti conducono l'oste di Narsete da Rialto a Ravenna.]Così questa via tanto malagevole fra Venezia e Ravenna fu scelta da Narsete come la più si- cura, giacché sapeva quanta fidanza potesse riporre negli aiuti