Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 12 (1870).djvu/626

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332 annunzi bibliografici

nell’uso di certi vocaboli che hanno un valore storico: così non è esatto chiamare la Balìa di Siena Magistrato dei Priori, denominazione che essa non ebbe mai durante la Repubblica; e ci parrebbe anche bene tór via altre espressioni d’un colorito troppo moderno: ma, a parte ciò, il racconto del prof. Aquarone procede chiaro, ordinato, accuratissimo; e riassume utilmente e con savio discernimento quanto è sparso nelle vecchie cronache e nei documenti.

C. P.          



I Notamenti di Matteo Spinelli da Giovenazzo, difesi ed illustrati da Camillo Minieri Riccio. In 8.°, di pag. 272. Napoli, Stabilim. tip. di Antonio Metitiero, 1870.


È uno di quei libri che rinfrancano l’animo, benchè non sia di quelli che si possan leggere tutti d’un flato, e non abbiano punto le attraenze e i lenocinii dell’arte. Il signor Minieri Riccio non ebbe, per verità, l’intenzione di fare un’opera d’arte; e all’amore per la verità ha sacrificato gli allettamenti d’una lode che pure avrebbe ottenuto, se di proposito avesse preso a descrivere un periodo di storia. Egli si propose di mostrare come un dotto tedesco, il signor Bernhardi (V. Archivio St., Disp. precedente, pag. 169) sprecò ingegno ed erudizione per sentenziare falsa la Cronaca di Matteo Spinelli nota col titolo di Diurnali, e la falsificazione, lavoro di Angiolo Di Costanzo. Agli argomenti e alle prove del signor Bernhardi bisognava rispondere con altri argomenti e con altre prove. In conseguenza il Minieri Riccio s’è per molti mesi inchiodato a un tavolino della sala di studio del grande Archivio di Napoli per rifrustrare tutte le vecchie carte degli ultimi tempi della dominazione Sveva e degli Angioini; ha riletto ed esaminato i Cronisti contemporanei, e quasi direi rifacendo la strada del dotto tedesco, ne ha combattute punto per punto tutte le asserzioni. Annunziando ora questo libro, non presumiamo su due piedi farci giudici nella controversia; e ne lasceremo ad altro tempo e ad altri la cura. Diciamo che gli argomenti e le prove sono di quelle che hanno un gran peso nell’intelletto di chi è studioso del vero, e nell’esame de’ fatti storici non si lascia guidare da un preconcetto: diciamo che la suppellettile dell’erudizione e dei documenti è così abbondante, così ricca, così scelta opportunamente e con sapiente sobrietà, che non solamente serve al fine propostosi dall’autore, ma può essere di largo sussidio all’illustrazione di quel periodo di Storia; diciamo infine, e colla più grande compiacenza, che quando un paese ha eruditi come il Minieri Riccio (nel quale anche i contradittori dovran lodare la garbatezza del gentiluomo) non ha ragione