Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/102

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98 rassegna bibliografica

titi nel sacro collegio maggiormente opposti l’uno all’altro nella nomina del successore, il partito spaglinolo e il francese, accanto ai quali avevasi da contare ancora coll’influenza toscana nella persona del cardinale Ferdinando de’ Medici. Assistiamo agli sforzi fatti per escludere e Alessandro Farnese, nipote di P. Paolo III e membro più splendido del consesso dei porporati, il quale più d’una volta crede toccare alla tiara senza mai arrivarci, e i cardinali o troppo devoti a Spagna o poco ben visti per le loro attinenze col passato governo, quali erano Savelli, Sirleto, Cesi. Finalmente arriviamo all’elezione del cardinale di Montalto, il quale, lontano dagli affari durante l’intero regno di Gregorio a lui poco benevolo, popolare presso i Romani per le singolari sue qualità, ai diplomatici quasi ignoto, dovette l’esaltazione sua piuttosto al desiderio di allontanare altri, e alla solita difficoltà d’accordarsi, che non a qualche predilezione per la sua persona, ovvero al proprio atteggiamento politico o religioso. L’elezione si concluse dai cardinali Medici e d’Este coll’accessione dei Gregoriani, capitanati da Guastavillani e Boncompagni: non importa dire, essere pretta favola la storia di questo conclave, tante volte raccontata e persino nei giorni nostri raffigurata in pittura. La descrizione di Grottamare e di Montalto sull’Adriatico, luoghi dove nacque e passò la gioventù Felice Peretti, figlio di famiglia quasi povera d’origine dalmata, e la narrazione degli studj di lui, della sua attività qual predicatore popolare e maestro di teologia, della successiva carriera che lo condusse in Spagna col cardinal-legato Ugo Boncompagni poi Gregorio XIII, e finì col farlo inalzare alla porpora da P. Pio V, della sua inattività forzata regnando Gregorio, tempo da lui dato a lavori d’erudizione e d’arte, e alle costruzioni e piantazioni della prediletta villa sua situata tra le terme di Diocleziano e Santa Maria Maggiore: ecco le materie con cui si termina il secondo libro della precitata Storia.

Col libro terzo, intitolato i Banditi (I, 256-339), principia la storia del pontificato di Sisto quinto. Abbiamo la descrizione delle qualità personali del nuovo papa, delle cerimonie che ebbero luogo nella di lui esaltazione e delle prime sue misure, delle di lui relazioni cogli ambasciatori, con cardinali