Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/101

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rassegna bibliografica 97

romana Corte. L’Archivio Vaticano finalmente contribuì la vasta serie dei dispacci dei Legati Morosini e Caetani, in parte noti al Tempesti, il cui contenuto, maggiormente per ciò che spetta al primo, serve a nuova riprova di quel che più volte si è detto, alla Santa Sede per lo più non tornare se non a profitto la pubblicazione delle sue transazioni. Di tutto ciò, e delle cose manoscritte e delle stampate, l’autore si è servito con diligenza uguale al criterio, e a quel retto giudizio intorno alle condizioni generali, viepiù necessario a chi tratti della storia del pontificato. Nessuno gli rimprovererà l’essersi attenuto esso maggiormente ai documenti che non alle parole di scrittori contemporanei.

II. L’opera del Barone Hübner è divisa in varie sezioni. «Allorquando , dice egli (I, 255), a Roma, dove Sisto quinto ha lasciate delle impronte mai sempre durevoli, si parla di questo pontefice, subito vengono nominati i Banditi, i Monti, le Congregazioni e la Guglia. In tal modo la tradizione epiloga ciò che appartiene ai varj rami della di lui amministrazione, quali sono la giustizia, le finanze, gli affari ecclesiastici, le arti e le fabbriche pubbliche. Tale si è la tassazione popolare adottata pel mio lavoro, mentre mi riserbo di trattare al proprio posto degli avvenimenti politici, e di esporre in fine del libro l’intervenzione diplomatica del papa nei disturbi della Lega francese; intervenzione la quale maggiormente coincide cogli ultimi tempi del regno di questo pontefice». Con ciò si spiega la ripartizione dell’opera. 11 primo libro (1, 1-130), ossia l’introduzione, dopo di aver trattato delle fonti, espone le condizioni generali d’Europa e d’Italia contemporanee all’elezione di Sisto quinto, mentre descrive lo stato di Roma dopo il ritorno dei papi da Avignone, nell’epoca degli «Umanisti», e maggiormente in quella della riforma ecclesiastica, tracciando le forme e l’indole del poter temporale, coi vantaggi e difetti del sistema d’elezione e della composizione della curia, in cui riunisconsi tanti elementi discordi ed estranei allo Stato; finalmente la fisionomia della città nei varj suoi aspetti, tenuta a confronto delle altre maggiori città d’Italia.

Il secondo libro intitolato il Conclave (I, 131-235), principiando dall’ultimo periodo del regno di Gregorio XIII, di cui mettonsi in scena i ministri e parenti, descrive i due par-