Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/107

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rassegna bibliografica 103

doveri ed azioni. Il papa, in ogni cosa prima di tutto studioso del vantaggio della fede, il quale servivagli di regola in qualunque affare e transazione, era sempre memore delle considerazioni politiche . ereditarie nel pontificato, di maniera che la politica spagnuola, e nei disturbi della Lega, e nell’impresa dell’Armada diretta contro ad Elisabetta d’Inghilterra, non lo lasciava in pace; rimanendo in lui mai sempre vivo il timore di una Monarchia universale, la quale era nelle tradizioni di famiglia del figlio di Carlo V, timore non dissuaso dai Francesi. Veneziani, Toscani. Siffatto contrasto continuò durante l’intero regno di Sisto quinto. Lasciando in disparte per ora la politica da lui seguita nelle cose di Francia delle quali si discorrerà in seguito, lo vediamo soccorrere con ingenti somme . nonostante la sua parsimonia, l’invincibile Armada, e pure temere dei disegni del re spagnuolo riguardo alla corona d’Inghilterra. Si sa il papa essere stato ammiratore d’Elisabetta, il cui carattere somigliava al suo. L’aver esso però giudicato così falsamente delle condizioni interne d’Inghilterra, e del fondamento della autorità della regina, da lusingarsi . durante tempo non breve, sul di lei ritorno alla fede cattolica, si spiega e colle idee, sotto il cui impero egli passò la gioventù e l’età matura, e coll’influenza di quella singolare atmosfera, la quale finanche sotto i pontefici di più robusto ingegno pesa sulla romana corte. Dopo le relazioni di Sisto quinto colla Spagna occupano il primo luogo quelle colla Repubblica Veneta. TI papa conosceva pienamente di quanto momento la politica veneziana fosse per l’Italia . e per la conservazione di quel poco che le rimaneva di vera indipendenza. Sotto più riguardi, tale politica era la sua: la saviezza ereditaria della Repubblica gli imponeva: i di lei uomini di Stato destavangli simpatia: i nobili veneziani, diceva egli, non sono come i nobili d’altri paesi, ma pari quasi a’ principi. «Se la Santità Sua, tali sono le parole del nunzio arcivescovo di Capua, potesse esprimere in questo luogo di propria voce i sentimenti da cui è animata, scorgereste nelle sue parole, nei suoi tratti, nel suo gesto l’amore che vi porta, i voti da lui formati per la grandezza, la prosperità, lo splendore della Repubblica». Pure v’ebbero delle gravi controversie tra il papa