Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/110

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106 rassegna bibliografica

due parti, l’una dall’altra interamente segregate, essendosi relegate in appendice, non si sa troppo perchè, la descrizione della casa cittadina romana del Quattrocento e Cinquecento, e una passeggiata per Roma nel 1585, il cui contenuto sarebbesi voluto infuso nel testo, e per ragione d’unità e a scanso di ripetizioni. Costumi, vita pubblica e privata, e società sono raffigurati da quell’abile mano già nota per l’introduzione all’opera, varie parti della quale sarebbero state meglio collocate in questo posto. Ognuno sa, non esservi difetto di sorgenti ne di aiuti onde comporre una tal descrizione, e nei libri e manoscritti italiani, e in quei di stranieri, fra i quali primeggia Michele di Montaigne. Tutto ciò che appartiene alle arti e maggiormente all’architettura, dal nostro autore viene Trattato con giusto criterio. Non sono in ugual modo confacenti all’uopo le osservazioni sull’indole della letteratura di quel tempo. Starebbe male, a citare un solo passo, colla gloria del Tasso, ove la Gerusalemme non avesse se non il vanto della bella forma. Le variazioni dopo i primi tre o quattro decenni del Cinquecento accadute nelle tendenze letterarie, nell’intero mondo intellettuale e non meno nella società, avrebbero meritato sviluppo più ampio e spiegazione più matura dello cause morali e politiche. Sentiamo poco delle grandi imprese letterarie, nulla per esempio della stamperia orientale medicea, la quale pure fece grande onore a Roma e al cardinal Ferdinando. Leggiamo con piacere un dispaccio d’Alberto Badoer al doge Pasquale Cicogna in data del 3 giugno 1589, descrivendo l’interesse dal papa preso nella correzione della Bibbia, cioè della Volgata ordinata dal Concilio di Trento. Non trovandosi soddisfatto delle fatiche della commissione cardinalizia di tal lavoro incaricata, il papa «fu’ astretto porvi la mano da sé stesso.... e presto sperava vederla in luce. Quando gli fu detto di me, stava in quest’opera, facendo la fatica con gran gusto, e teneva quest’ordine: dopo fatto un foglio, di farlo rivedere al Padre Toledo et alcuni padri di Sant’Agostino, grandissimi valent’huomini, i quali, da poi revistolo con diligentia, lo mandavano alla stampa». L’autore tace dell’esito poco fortunato di quest’edizione della Volgata, la quale, in seguito all’arbitrio piaciuto il papa, dotto ma ignaro affatto delle