Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/134

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130 rassegna bibliografica

cato Giuseppe Fracassetti nel 1841 in Fermo pubblicò l’opuscolo Notizie storiche della città di Fermo nel quale sommariamente comunica i fatti appurati più salienti della storia politica. Ivi lagnasi a ragione che nessuno abbia fatto conoscere al Muratori la Cronaca latina di Fermo del notaio Antonio di Niccola, la quale dal 1176 viene sino al 1447, e che fu continuata sino al 1502 da Luca Costantini. Di quella Cronaca erano parecchie copie, ed una migliore nella raccolta del De Minicis servì, a lui specialmente, nella edizione che accennammo.

La Deputazione pubblica in questo volume non solo la Cronaca di Antonio di Niccolò, ma la continuazione di Luca Costantini, e Cronache di Giampaolo Montani dal 1445 al 1557, ed Annali di Fermo più diffusi dal 1415 al 1557.

Nei secoli XIII e XIV le democrazie europee, ma specialmente le italiane, trassero potente aiuto dagli ordini loro figli de’ Francescani e de’ Domenicani, che diventarono gli economi, gli esattori, i tesorieri, ed anche gli archivisti di molti nostri Comuni. Se ad Ascoli Piceno ai Francescani era affidata la custodia degli Statuti, Fermo depositò presso i Domenicani i suoi archivi che prima stavano negli stipi dei Priori o degli Anziani. Que’ frati li custodirono gelosamente in un sotterraneo della cappella di S. Domenico, dove scamparono bensì ad incendi e a devastazioni, ma dove anche patirono per umidità ed aria stagnante. Per tale nascondiglio Fermo potè serbare il tesoro di 1665 carte dal secolo X al XV. Le quali vennero primamente ordinate da Michele Hubart, segretario del Comune nel 1624 con indice e sommarii, indice topografico, che dall’arcidiacono Giuseppe Nicola Eroni venne anche ridotto cronologico. Nel 1794, fuggendo alla rivoluzione il canonico Giuseppe Antonio Vogel da Basilea riparò a Fermo, ed a temperare l’amarezza dell’esilio si pose a fare transunti delle carte fermane in due volumi che, caduti in proprietà di Achille Gennarelli, vennero testé acquistati dalla Deputazione per li studi di storia patria. Nel settembre del 1859 da quelle carte fermane il Betmann trasse trentatrè diplomi imperiali pei Monumenta Germaniae Historiae.

Il Tabarrini, colla sagacia che lo distingue, dal Sommario del Vogel riscontrato cogli anteriori, trasse grosso manipolo