Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/133

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rassegna bibliografica 129

tro volumi all’anno del giornale, Archivio Storico Italiano, il quale, costituito il regno d’Italia e morto il Vieusseux, diventò organo della Deputazione sugli studi di storia patria per le provincie di Toscana, dell’Umbria e delle Marche, e venne da quella continuato. Questa Deputazione, fuori del campo dell’Archivio, e coi tipi di quello, pubblicò a cura del diligentissimo Cesare Guasti due volumi delle Commissioni di Rinaldo degli Albizzi, testè pubblicò in unico volume in foglio di 607 pagine le Cronache della città di Fermo con annotazioni ed illustrazioni e per cura di Gaetano De Minicis vice Presidente di quella Deputazione, e chiaro per lunghi ed amorosi studi sulle storie fermane e picene e per raccolta di monumenti e documenti, di Marco Tabarrini Segretario della Deputazione e benemerito Consultore dell’Archivio, e di Cesare Trevisani.

Fra le città antiche d’Italia Fermo e Siena serbarono più puro il tipo genuino di colonie romane, sorte saldamente e fieramente in mezzo a popolazioni mordenti il freno e minacciose, e prosperate per agricoltura e per industria. Siena al segno della lupa coi gemelli, Fermo a quello dell’aquila delle legioni, serbarono vive sempre le tradizioni romane, ed ebbero storia armonizzante colle loro origini. Siena dal facile e grazioso idioma, seppe non solo fare, ma anche raccontare le storie sue in parecchie cronache e scritture note; ma Fermo lontana dal moto del rinnovamento delle lettere, e solinga intorno al suo eccelso Girifalco fu meno loquace. Ebbe bensì alcune cronache, ma non divulgate nè molto diffuse, laonde la storia d’una città tanto ragguardevole sotto ogni rispetto rimaneva nel mistero delle nebbie. Fece quindi opera molto desiderata la Deputazione per la storia patria, pubblicando in questo volume tutte le cronache, ed anche un codice diplomatico fermano che le completa e le illustra.

La storia ecclesiastica fermana si potè conoscere nel lavoro dell’Ughelli e nell’opera de Firmana Ecclesia del canonico Michele Catalani morto nel 1805; le origini di Fermo vennero illustrate da’ esso Catalani, dal Collucci nella grande opera sui Piceni, e dal De Minicis; ma della storia politica e civile di Fermo nel medio evo e ne’ tempi moderni, nessuna notizia si poteva trovare fuori degli archivi di quella città. L'avvo-