Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/142

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138 copernico

mate per scrìpsisse, et illius tandem fato praerepti adversaria in manus Copernici pervenisse. Ma nulla, appoggia questa tradizione, che è una delle solite intorno a tutte le invenzioni.

La dottrina però quod coelum stat, terra autem moveatur fu sostenuta da Celio Calcagnini, l’anno appunto che Copernico moriva. Poco dopo Diego dà Stunica, illustre agostiniano, la confermava commentando quel passo di Giob Qui commovet terram de loco suo.

Non aveano dunque i cattolici veruna antipatia alla dottrina pitagorica. Bensì nei Discorsi da tavola di Lutero si legge: «La gente presta orecchio ad un astrologo, saltato fuori a dimostrare che la terra giri, e non i cieli o il firmamento, il sole e la luna. Ma così vanno ora le cose. Chiunque abbia vaghezza di passare per uomo di fino intendimento, deve ideare un qualche novello sistema, che di tutti gli altri sia migliore. Questo pazzo vuol sovvertire l’intera scienza astronomica. Ma la scrittura sacra ci dice che Giosuè comandò al sole, e non alla terra di fermarsi!»

Melantone, nell’opera intitolata De Initiis doctrinae phisicae, scrive: «Gli occhi attestano che il cielo giri nel periodo di ventiquattro ore: eppure v’ha taluni che, sia per amor di novità, sia per mostra di loro ingenuità, sono venuti a conchiudere che la terra è quella che si muove, e sostengono che nè l’ottava sfera nè il sole girino. Or comunque questi visionari arditi trovino di molte cose ingegnose onde ricreare la loro mente, è sempre una mancanza di riguardo e d’onestà l’asserire tali assurde ipotesi pubblicamente, e l’esempio è pernicioso. Ogni buon fedele è obbligato accettare la verità come è rivelata da Dio, ed acquetarvisi».

Di fatto la dottrina di Copernico era delle più decisive, perocchè sovvertiva la credenza quasi universale, appoggiata dal testimonio dei sensi e dalla boria naturale che la terra nostra e il centro e il punto capitale dell’universo, e isuoi abitanti le creature predilette, anzi lo scopo della creazione, i padroni di essa. Ogni volta che un nuovo orizzonte scientifico o filosofico si apre, gli intelletti anche più elevati restano colpiti di sgomento, e lo vedemmo alla scoperta dell’America, alle applicazioni del vapore e dell’elettricità. Qual meraviglia se trovò contradittori il sistema di Copernico, che pareva sovver-