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della causa della libertà nell’ordine, proclamassero la formola nè eletti nè elettori, e con parole gravissime distogliessero i fedeli dall’urna. Ciò mostra ch’essi non credevano infallibile la Congregazione che avea deciso differentemente. Perchè dunque si avrà scrupolo a confessare che errò la Santa Inquisizione nel condannare Galileo e il sistema copernicano? e che insania è l’opporlo ancora all’infallibilità del papa? La Santa Sede non proferì in proposito: fece esaminare da una Congregazione, la quale proferì secondo le dottrine, gli argomenti, le passioni d’allora. Quelle condanne, non furono mai pubblicate sotto il nome de’ pontefici, per quanto essi fossero illusi dagli Aristotelici, avversi a Galileo ed a Copernico: bensì coll’approvazione papale comparvero le decisioni del 1757 e del 1820, le quali permettevano i libri che sostenessero l’immobilità del sole. Erasi creduto vero ciò che è dimostrato falso: non resta che a ricredersi.

Ma anche prima che fosse revocata la condanna, nessuno si tenne obbligato in coscienza a riguardar come ereticali proposizioni non condannate dalla Chiesa nè dal papa ex cathedra. Galileo continuò a credere che il sistema di Copernico trionferebbe; e nella dura situazione fattagli dalla condanna e dall’abjura, non cessò d’essere buon cattolico. Cartesio, il 1.° gennaio 1634, scriveva al P. Marsenne: «Non vedendo ancora che questa censura sia stata autorizzata dal papa nè dal Concilio, ma solo da una Congregazione di cardinali inquisitori, non perdo la speranza che non accada di essa come di quella degli antipodi, che altre volte era stata quasi al modo stesso condannata». Più esplicitamente il Caramnes belga teologo illustre, e vescovo di Vigevano, nella Teologia fondamentale, dopo riprovato come ereticale il sistema di Copernico, si domanda: «Ma se la dimostrazione impossibile si trovasse, potrebbe opporvisi il decreto del Santo Offizio ?» A quest’obiezione risponde: «Bisogna arrendersi all’evidenza. Nel fatto speciale non è la Chiesa romana che errò: non il Concilio, non il pontefice ex cathedra hanno presentato questa proposizione come articolo di fede, così da dichiarare ereticale l’adesione intorno all’opinione contraria:

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  1. Epistolarum, Part. III - pag. 76.