Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/222

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218 delle feste e dei giuochi

Lo stesso cronista, nonchè il precitato Giustiniani, riferiscono poi Le splendide esequie di Leonardo Montaldo (1384); le quali «furono molto onorate, e, fra le altre cose . dalla presenza di cento notai genovesi ch’erano attorno il corpo, con grosse facole in mano accese»1.

Inoltre nel 1448, essendo morto Giano Fregoso, la Signoria deputava quattro cittadini perchè nel funerale di lui dovessero spendere quantum iudicaverint dignitati Reipublicae, defuncti ac vivorum memoria convenire; e decretava che, del pari a pubbliche spese, gli fosse eretto il monumento, impiegandovi la somma di mille lire.

Del resto anche alle Dogaresse, si usarono somiglianti onoranze; perchè il Comune deliberava si erogassero lire cinquecento nelle pompe funerarie di Violantina Montarlo, che fu moglie a Giano sunnominato, e quasi di un anno il precede nella tomba2.

Più tardi, quando cioè la Spagna ebbe acquistato sulla nostra Repubblica quel predominio che sì lungamente pesò quindi in ogni sua risoluzione, un apposito trattato dispose che ad ogni morte di re o regina di quella vasta e doviziosa monarchia, se ne dovessero celebrare le esequie nella Cattedrale di Genova; lo stesso, a titolo di reciprocità, avverrebbe poscia in Madrid per ogni Doge morto in ufficio. L’Acinelli dice che siffatto trattato si strinse, o confermò, nel 16993; ma vuolsi invece a questa data riferire semplicemente una conferma, giacche a tutti i monarchi spagnuoli, da Carlo V in poi, si fecero sempre nel nostro Duomo splendidissimi funerali4.

  1. Giustiniani. II, 160. Il Montaldo era stato anch’esso notaio.
  2. Diversorum Jacobi de Bracellis cancellarli, ann. 1448, sotto il 15 gennaio o 16 dicembre; id., ann. 1450-51, sotto il 18 gennaio 1450 (Arch. Gov.). Ved. anche Giustiniani, Annali, II, 380.
  3. Acinelli, Compendio, III, 71.
  4. Una relazione ms. delle esequie celebrate a Carlo V nel gennaio del 1559 si legge in un codice cartaceo della nostra Università (Ved. Olivieri, Carte e cronache ec. p. 85); dove si nota che alle funzioni intervenne l’illustrissimo Principe Doria vecchio di 90 anni, portato in un