Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/276

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272 rassegna bibliografica

sprovveduta. Certo è poi peri documenti che il conte Riccardo fu tra i primi nel giorno della battaglia di Benevento a sottomettersi al nuovo re (I, 44*), e ottenne tosto la piena fiducia anche del papa; che conservò, mentre visse, il contado di Caserta e lo trasmise, morendo nel 12GG o 67, al figliuolo suo Riccardo, al quale venne poi tolto nel 1208 per delitto di ribellione (II, App. 10); che alla vedova di Riccardo, Berrardesca del Duca, re Carlo assegnò nel 1209 vent’once d’oro per le sue spese, e nel 70 fece restituire il castello di Montorio ( II, App. 11, 14 ): i quali fatti attestano per lo meno come fosse addentro nelle grazie dell’Angioino il già confidente e capitano generale di Manfredi1.

Una lettera regia del 14 marzo 1200 (1, 43) ci dà notizia come, parecchi giorni dopo la battaglia di Benevento, molti Tedeschi e ghibellini di Lombardia e di Toscana, ignorando tuttavia la morte di Manfredi, venissero per mare culi’ intendimento di recargli soccorso. Onde il re ordinò severamente a Pandolfo da Pasanella, regio giustiziere in Bari, di custodire di giorno e di notte con apposite guardie i porti e i lidi della provincia a lui commessa, affinchè quei Tedeschi e ghibellini, se sbarcassero, non gli sfuggissero dalle mani, set capiantur et duris catenis mancipentur; e ponesse in questo somma diligenza, sotto pena dell’indignazione regia; imperocchè (conchiude re Carlo) huiusmodi negotium, plurimum insidet cordi nostro. Le «dure catene» furono parimente serbate a quei prigionieri di Benevento, che si mantennero fedeli al re caduto: di alcuni dei quali ci dà notizia

  1. Con non minore sollecitudine, Tommaso d’Aquino conte d’Acerra, altro cognato e confidente di Manfredi, abbandonò il suo re, insieme con tanti altri, tosto che ne vide certa la rovina, e si sottomise al vincitore. Al quale, a dir vero, mantenne poi sempre fede: di che la testimonianza una lettera di re Carlo del lo febbraio 12G7 (I, 91), che gli concede, in riiiiii . della sua provata fedeltà, di uscire dal Regno per recarsi alla presenza del papa e a visitare alcuni pii luoghi, pro suorura remissione peccatorum, quantunque il re conosca, ab experto, essere la presenza sua ad gerendo negotia regni fructuosam et utilem: e gli promette, durante la sua assenza, e finchè egli rimanga nella devozioni; della chiesa e del re, di proteggere e difendere la moglie e i figliuoli di lui, non che i beni e i familiari.