Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/329

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rassegna bibliografica 325

che quelle onde ebbero la prima origine i deviamenti, dai quali, a parer nostro, il valore del libro si trova alquanto scemato.

Di Siena, 8 gennaio 1871.

Bartolommeo Aquarone.          





I capo d’arte di Bramante d’Urbino nel milanese, memorie storico artistiche raccolte per cura del Dott. C. C. Milano, 1870; in 8vo con tav. 3.


Fra le indagini storiche, le quali ai nostri giorni hanno preso così ampia e così accurata e vigorosa voga, noi per antica tendenza dei nostri studii prediligiamo quelle sulle arti e sui loro maestri; largo campo in cui, per quanto pure siasi fatto, pur molto e molto resta a fare tuttavia, larga messe a raccogliere.

Il libro che annunciamo venne da noi avidamente ricercato e discorso, perchè Bramante da Urbino è uno dei principali anelli a cui si lega il felice progresso delle nostre arti, e perchè di Bramante molto si è detto, molto si è scritto, ma la sua storia ancora è ravvolta in soverchie incertezze dalle quali non può snebbiarla che la scoperta di credibili documenti.

Se per la penuria appunto dei documenti il dottore C. C. non è riuscito nel citato suo libro a darci una compiuta monografia di Bramante, ristretta pure ai suoi lavori nel milanese, egli nondimeno ci porge un diligente lavoro che annuncia un nobile ingegno, e crediamo non inopportuno il dirne alcune parole. In sostanza egli si tolse a pubblicare alcune notizie o meglio osservazioni sovra Bramante compilate già sono molti anni da un Don Venanzio de Pagave morto ottuagenario nel 1803.

Lo scritto del Pagave, a vero dire, non manca di entità storica, ma esso ancora non risolve le varie questioni che