Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/334

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330 rassegna bibliografica

gerato Ambrogio Ferrario (Farè, Ferrè, o di Farè) nominato anche dal sig. C. C. a pag. 107. Ambrogio era il commissario generale ducale ai pubblici lavori, ed era segretario ducale l’Antiquario, valente uomo di lettere di cui fa speciale menzione il sig. C. C. medesimo, a pag. 98 e 115.

Rileggendo il libro del sig. C. C. ci confermammo vieppiù nella persuasione che lo scritto del Pagave il quale conta forse l’età di un 90 anni avesse il bisogno di ulteriori ricerche, studi, meditazioni.

Non vorremmo appuntare il sig. C. C. di non avere in parte ciò accuratamente eseguito, e quanto al resto la modesta chiusa ch’egli appose al suo libro, ci fa argomentare assai favorevolmente di lui e sperare che egli voglia mettersi a pari passo di quei pochi che faticano assiduamente per condurre innanzi la storia delle arti nostre tanto ancora ravvolta nei dubbi, negli errori, nell’impossibile.

Ci colpì la notizia che egli trae dal Pagave, e questi da un creduto pseudonimo, avere il Bramante disegnata la facciata della Certosa di Pavia. Sono già molti anni che noi abbiamo raccolto con immensa fatica da archivi pubblici e privati quanti ci capitarono documenti per la storia di que11’insigne monumento; storia che resa a noi impossibile per quelle ragioni che ognuno facilmente immagina, si compierà probabilmente da un francese, il sig. Verdier.

Ma il nome di Bramante in quei documenti non lo abbiamo giammai incontrato, ed anzi saremmo portati a credere che egli non abbia dato il disegno della facciata.

Infatti sino dal 1463 lavoravasi in essa, e dai rogiti del notaro pavese Gabba, ch’era il cancelliere della Certosa fino dal 1462, sembra che il primitivo disegno venisse dato intorno al 1470 da Guiniforte Solaro. Poi venne a dirigere quell’arduo lavoro un sommo ingegno, Giovanni Antonio Amedeo (1474), quindi il rinomatissimo Gobbo Solaro (1495), e questi non erano certamente uomini d’indole tale da adattarsi a lavorare sul disegno d’altri. Che anzi un documento già nell’archivio dei Certosini ci avverte che dal primo corridore della facciata sino al secondo, lo scultore fu il maestro Giovanni Orsolino.... conforme al disegno fallo da M. Cristoforo lombardo ingegnere del monastero.... fu fatto l’ac-