Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/355

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annunzi bibliografici 351

del papa; e il processo di Vincenzo Fanelli, nel quale è ritratto il feroce governo del cardinale di Ravenna Benedetto Accolti.

La prefazione generale è seguita da un Dizionario geografico delle Marche e da una diligente bibliografìa storica marchigiana, elove lo studioso delle storie può trovare indicato ogni lavoro fatto nel passato a illustrare le diverse parti di quella provincia italiana. E dopo la dissertazione intorno alle cronache del Bernabei, si trova un inventario dell’archivio Comunale d’Ancona.

Noi crediamo che il signor Ciavarini e gli altri studiosi che gli danno mano a questa bell’opera coadiuveranno efficacemente quella a cui attendono le Deputazioni di storia patria. Tutte queste imprese hanno comune lo scopo; accrescere e ordinare i materiali per la storia della nazione: portar nuova luce nei fatti già noti e raccontati secondo le idee che signoreggiarono le menti degli scrittori, spesso con poca o nessuna critica; levare dagli archivi, che per necessità devono esser messi a sesto dove non sono, i documenti più importanti. Il tempo e l’esito dei molti tentativi faranno forse sentire la necessità di riunire in una sola queste varie Società che vediamo formarsi nelle provincia dove le memorie del passato impongono dei doveri per l’avvenire. G.


Diari della città di Palermo dal secolo XVI al XIX, pubblicati sui manoscritti della Biblioteca Comunale, preceduti da prefazioni e corredati di note per cura di Gioacchino di Marzo, vol. VII, Palermo, Luigi Pedone Lauriel, 1871.


In questo settimo volume della Biblioteca storica e letteraria di Sicilia è stampata una metà del Diario lasciato manoscritto da Antonino Mongitore: l’altra metà, secondo che promette l’editore, verrà in luce coll’ottavo volume. Il Mongitore figura fra i grandi eruditi italiani de’ secoli XVII e XVIII: egli nel tempo medesimo che attendeva alle vaste compilazioni e alle molte e varie operette da cui tanta luce si spande sulla storia dell’isola, registrava giorno per giorno i fatti che gli sembra van degni di memoria, seguitando per circa sessant’anni.

Come uomo di Chiesa e devoto, dava speciale importanza alle cose attinenti alla religione: per cui si trattiene più volentieri a descrivere le funzioni di chiesa, le processioni, i funerali, gli assetti sfarzosi, e a rammentare le morti dei preti e de’ frati che lasciaron buon nome. Dal 1680 al 1700, stando solamente alla testimonianza di lui, si direbbe che fu un tempo di rara tranquillità e quasi di felicità per la Sicilia, interrotto soltanto da spaventevoli