Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/458

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452 rassegna bibliografica

neta d’una dramma d’oro, battuta la prima volta a Firenze nel 1252. Messo forse dal Ducange sulla traccia dell’opera sulle monete francesi del secentista le Blanc, accetta la testimonianza di costui dell’essere stati i fiorini in corso fino due secoli innanzi. Ma già il Muratori aveva letto questo scrittore oggi di nissuna autorità e quelle poche citazioni di documenti mal copiati a cui si appoggia, e le aveva francamente scartate1. Oltre a ciò il Manieri Riccio si fa forte di due documenti napoletani del 1270 e 1331, dove si tratta di censi e rendite antiche in fiorini d’oro. Ma anche questi non fanno prova; poichè in essi deve ritenersi che altre monete antiche sieno state ragguagliate al fiorino allora corrente2. Cosi sarebbe sommamente facile di asserire che nei secoli passati furono fra noi le lire italiane, poichè ne’ documenti de’ nostri giorni si discorre spesso di rendite, censi e capitali d’origine antica, che s’indicano a moneta attuale, benchè di fatto fossero costituiti in monete diverse. Rilegga il napoletano il libro de’ censi della Chiesa romana scritto da Cencio Camerario, dove sono notate quasi tutte le monete che correvano nel mondo fra il secolo XII e il XIII, vegga gli autori più sicuri che discorrono di questa qualità di erudizione, ponga mente alle carte scritte propriamente avanti al 1252, di cui deve avere esaminato un numero grandissimo anche cogli occhi propri, e converrà che questo nome di fiorino non vi si legge mai, e che Gregorio IX e quella contessa napoletana dovettero nella loro liberalità verso il Sanseverino, usare altre specie di denari. Contuttociò non manca modo di spiegare il detto dello Spinello, attribuendolo ad errore dei copisti, che forse non seppero intendere la cifra abbreviata delle monete di cui si discorreva; se pure non è a credersi, che essendo il caso dell’orfano fuggitivo raccontato dal cronista, come cosa accaduta molti anni innanzi a quando scriveva, ragguagliasse, così all’ingrosso, quella pensione e quel lascito, colla moneta che poi era venuta in commercio3.

  1. Antiq. Ital. Diss. XXVIII.
  2. M. R., pag. 101 e seg.
  3. M. R., pag 90.