Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/486

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480 rassegna bibliografica

temporaneo di Erodoto, parla di osservazioni di eclissi lunari che coincidono con i più esatti calcoli astronomici moderni. Presso il qual popolo, o meglio complesso di popoli, le istituzioni civili e politiche che vi reggono da secoli, non vennero mai attaccate se non forse da qualche invasione di popoli stranieri. E se l’Hegel, dal punto di vista della coscenza della libertà1, aveva già scritto di quel popolo, studiandone li famiglia, l’amministrazione, la legislazione e la religione; ne scriveva pure il Balbo nelle Meditazioni; e nella VI discorreva della diffusione della stirpe umana in Asia a zone longitudinali: al sud, i Chamitici; superiormente nella medesima direzione, i Semitici; e più superiormente ancora, i Giapetici. E più specialmente ancora nell’XI; nella quale ragionando della immutabilità cinese, stabilisce questo principio critico di storia, che tiene forse un po’ del bisticcio: «Non sono le istituzioni che abbian generata l’immutabilità; è la non mutazione quella che produsse istituzioni immutabili, o per meglio dire difficilmente mutabili»2. Come pure osserva con ragione sull’ordinamento civile di quella società: «Dell’ordinamento civile della nazione cinese abbiamo già detto che ella fu, come l’altre contemporanee, composta di parecchie genti, una principale o regia, imperiante alle minori vicine; ma che, diversamente dall’altre, e per effetto della sua situazione estrema continentale, ella fu composta di genti tutte consanguinee . e tutte rimanenti eguali, senza soprapporsi anche quando l’una vincea l’altra. E quindi è che non solamente caste, ma nemmeno servi non si trovano alla Cina, né nell’età primitiva, né, ch’io sappia, in nessuna antica. Dove furono, i servi furono infima casta nell’età delle caste, e sola casta sopravvivuta nelle età posteriori: onde che, dove non furono caste, non dovettero essere nemmeno servi»3. Mentre l’Hegel avea già detto, che gli ordinamenti sociali di un popolo e la sua costituzione non formano «che una sola sostanza e uno spirito colla sua religione, colla sua arte, e colla sua filosofia, o almeno colle sue opinioni, pensieri, e coltura

  1. Filosofia della Storia del Mondo antico: Introduzione, pag. 52 (Ediz. Capolago, 1841).
  2. Medit. XI, pag. 301. Ediz. Lemonnier, 1855.
  3. Medit. XI, pag. 300.