Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/67

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dei genovesi 63

già tagliate le gomene cui veniva raccomandato, quegli audaci stringono d’ogni banda con ferri adunchi quel legno, traendolo prigioniero al vicino lido di San Pier d’Arena. I Francesi che v’eran sopra, gettandosi in mare, cercano nella fuga uno scampo, ma son raggiunti da’ nostri; sei dannati al laccio, il resto alle galere.

Il Senato gratificò il Cavallo con dugento ducati d’oro, e decretò che fosse franco dalle pubbliche gravezze1.

Ma gran parte della suddescritta fazione era stato del pari Andrea D’Oria, il quale, a testimonianza del suo valore, avea toccata una gloriosa ferita. Ben altri meriti però doveva egli acquistarsi verso la patria; la quale niuno è che ignori, come, tornata in breve al giogo di Francia ed alla mala signoria delle cittadinesche fazioni, egli restituisse poscia a durevole libertà il giorno 12 settembre del 158. Onde la Repubblica verso Dio ossequente, e verso del suo liberatore gratissima, facea decreto (7 ottobre 1528) che per tre dì consecutivi si celebrasse l’avvenimento con processioni solenni intervenendovi il clero in una co’ magistrati. Inoltre, la ricorrenza di quel giorno, dovesse così in città come ne’ borghi e sobborghi essere festeggiata in perpetuo, sotto l’appellativo di Giorno dell’Unione: e la Signoria intervenisse con tutta pompa alla messa solenne, che in rendimento di grazie sarebbe celebrata in Duomo all’altare di San Giovanni Battista2. Si erigesse al D’Oria una statua di

  1. Tale franchigia fu conceduta del pari al Cavallo ed alla sua famiglia dall’Ufficio di San Giorgio per quelle gabelle che a quest’ultimo erano state assegnate dalla Repubblica stessa. Nella proposta d’uso per ciò fatta al detto Consiglio dicesi poi che il Cavallo «se exercita in la marinaria adoperando lo officio de nauclero, et in quello mesterò è molto pratieho» (Cancelleria precitata).
  2. Questa festa si celebrò costantemente collo stesso rito fino al cadere della Repubblica. Una grida del 9 settembre 1594 dice: «Dovendosi lunedi prossimo, che saranno li 12 del presente, giorno dell’Unione, celebrar la memoria della ricuperata libertà, e per ciò dovendo meritamente quel giorno esser solenne a tutti, si comanda per parte della Signoria Sere-