Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/117

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del nome « napoleone » 97

Questi, in quanto appariscono a noi, son Napoleoni spicciolati. Ma si danno famiglie in cui il nomo si venne propagando giù giù per una lunga sequela di generazioni. Ed ecco affacciarsi subito al pensiero gli Orsini, coi quali esso ebbe a connaturarsi in tal modo, che oramai non si può dire Napoleone senza pensare ad Orsini, Orsini senza pensare a Napoleone1. Da loro appunto ripete i Napoleoni suoi, cominciati essi pure da un pezzo, anche la famiglia dei Buonaparte2.

Pur troppo le genealogie orsiniane del periodo più antico sono così arruffate e spropositate, che non è facile davvero il passare in rassegna, distinguere, e mettere al loro posto i Napoleoni che v’abbiano luogo. Mi studierò tuttavia di adempiere a questo compito come meglio mi consentano gli scarsi dati di cui dispongo. E cosi, per cominciare, mi permetterò di dubitar fortemente che non sia un Francesco Napoleone, come si crede3, bensì un Francesco di Napoleone, l’Orsini che nel 1295 fu da Bonifazio VIII creato cardinale di Santa Maria in Selce4. Un Napoleone schiettissimo è invece il cardinale di S. Adriano, che, insignito del cappello da

Niccolò IV sette anni innanzi, visse fino al 1342, personaggio questo che occorre ad ogni poco nella storia di quei tempi5. Egli era nipote di Papa Niccolò III, e nipote in pari tempo di un altro Na-

    «Figino» vorrà allora riconoscersi con probabilità nel villaggio di Fighino - comunque s’abbia a dire, poiché le scritture variano - che s’ha nelle vicinanze di Posta, al nord di Antrodoco, salvo lo scovarsi qualcosa che paia tare anche meglio al caso nostro.

  1. V. Sansovino, De gli huomini illustri della casa Orsina, p. 20: «Ma molti più» (in questa casa) «furono i Napoleoni, perché in tutti i tempi gli orecchi Italiani, o nella pace, o nella guerra, udirono questa nobilissima voce in huomini segnalati».
  2. Las Cases, ed. cit.. I, 137: «Depuis plusieurs générations, le second des enfans de cette famille a constamment porté le nom de Napoléon, qu’elle tenait dans l’origine d’un Napoléon des Ursins, célèbre dans les fastes d’Italie.»
  3. V. di lui segnatamente Cardella, Memorie storiche de’ Cardinali della Santa Romana Chiesa, II, 49.
  4. In tal caso egli non sarebbe punto figliuolo di chi lo fa figlio il Litta, tav. xx. Ma se il Litta è altamente benemerito anche della genealogia degli Orsini, ciò non toglie che nella rappresentazione sua non abbondino le confusioni e gli errori. Ed errori ben gravi, fatti palesi dalla stessa ragion cronologica, sono per l’appunto senza dubbio in questa parte della discendenza.
  5. Però non mi darò certo la briga di far qui citazioni. Mi limiterò a dire che di questo personaggio il Cardella parla nelle pagine 33-37 del tomo già citato, il Litta nella tavola vii.